I controlli biometrici del sistema Entry/Exit System (Ees) stanno creando notevoli disagi negli aeroporti italiani, in particolare a Roma. Aeroporti di Roma ha espresso preoccupazione per il possibile caos durante il picco del traffico estivo, con l’amministratore delegato Marco Troncone che ha dichiarato: “Siamo molto preoccupati, c’è il rischio caos con i controlli biometrici in entrata Ue”.
Il nuovo sistema, operativo dal 10 aprile 2026, ha sostituito i timbri manuali sui passaporti, ma si sta rivelando incompatibile con i volumi di traffico aereo. Già ad aprile, si sono registrati pesanti disagi a Milano Linate, dove oltre 100 passeggeri non sono riusciti a imbarcarsi a causa delle lunghe code.
Critiche e problematiche del sistema
Marco Troncone ha sottolineato che il sistema potrebbe generare attese superiori ai limiti accettabili nei mesi di luglio e agosto, suggerendo di limitare i controlli biometrici alle frontiere per evitare un disastro. Anche Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe, ha evidenziato che le postazioni automatizzate non funzionano sempre come previsto, contribuendo al caos. I viaggiatori già registrati nell’Ees, che dovrebbero avere un percorso più rapido, spesso si trovano a ripetere l’intera procedura.
Inoltre, l’associazione internazionale delle compagnie aeree, Iata, ha avvertito che nei principali scali europei i tempi di attesa potrebbero arrivare fino a sei ore. In Grecia, alcuni aeroporti hanno già adottato misure per evitare disagi, consentendo ai cittadini britannici di bypassare i controlli Ees.
Impatto su altri scali europei
Il problema non è limitato agli aeroporti italiani; anche a Londra e Istanbul si teme che i ritardi accumulati sui voli diretti verso l’area Schengen possano avere effetti a catena. Selahattin Bilgen, amministratore delegato dell’aeroporto di Istanbul, ha confermato che i cittadini turchi potrebbero incontrare difficoltà al loro primo ingresso nell’Ue a causa delle nuove procedure.
Bruxelles ha difeso il sistema Ees, affermando che è pienamente operativo in tutti i Paesi Schengen e che i lunghi tempi di attesa non dipendono esclusivamente dal sistema, ma anche da problemi preesistenti come la mancanza di personale e limiti infrastrutturali. La Commissione ha anche sottolineato che esistono margini di flessibilità per garantire la fluidità alle frontiere, specialmente in vista dell’estate.
In conclusione, la situazione attuale richiede un attento monitoraggio e possibili aggiustamenti per evitare che il sistema Ees diventi un ulteriore ostacolo per i viaggiatori durante la stagione estiva.