Il mercato turistico cubano subisce un duro colpo con la sospensione a tempo indeterminato dei voli da parte delle principali compagnie aeree canadesi, tra cui Air Canada, WestJet e Air Transat. Questa decisione, che non prevede una data di ripresa per i pacchetti vacanza, è stata comunicata il 8 giugno e rappresenta un ulteriore isolamento per Cuba in termini di collegamenti aerei.
Le autorità cubane hanno denunciato la situazione come “intollerabile”, sottolineando che il provvedimento è giunto dopo l’incriminazione negli Stati Uniti dell’ex presidente Raúl Castro e le sanzioni imposte alle società legate a Gaesa, che controlla fino al 70% dell’economia dell’isola. “Ce la faremo”, hanno affermato le autorità cubane, cercando di mantenere un atteggiamento ottimista nonostante le difficoltà.
Negli ultimi giorni, anche altre compagnie aeree come Iberia, Air France e Turkish Airlines hanno annunciato la sospensione dei voli verso Cuba, almeno fino a fine ottobre. Il portavoce di Air Canada, Peter Fitzpatrick, ha spiegato che la decisione è dovuta alla “persistente incertezza politica ed economica” che circonda l’isola.
In un contesto simile, WestJet ha riconosciuto l’impatto di questa notizia sui viaggiatori e sui partner del settore turistico, esprimendo ottimismo per una futura ripresa. Anche Air Transat ha confermato la sospensione delle operazioni a causa della situazione geopolitica attuale.
Dal 6 giugno, anche le operazioni delle società di servizi finanziari internazionali Visa e Mastercard sono state interrotte, mentre le catene alberghiere spagnole, Meliá e Iberostar, hanno deciso di mantenere aperti solo metà dei loro hotel a Cuba.
Il crollo del turismo cubano è stato paragonato a quello vissuto durante la pandemia di Covid-19. Un tour operator locale ha riferito che molti viaggiatori hanno rimandato le loro visite a causa della paura di un’azione militare da parte di Trump e per la preoccupazione legata ai frequenti blackout e alla carenza di benzina.