Guida montana

Come leggere la difficoltà dei sentieri in Italia e all’estero

Sigle, colori e cartelli aiutano a valutare dislivello, terreno, esposizione e preparazione necessaria prima della partenza.

Come leggere la difficoltà dei sentieri in Italia e all’estero

Scegliere un itinerario di montagna non significa limitarsi a controllare quota e dislivello su una carta o su un’app. Per affrontare il percorso in sicurezza è necessario capire anche il livello di difficoltà tecnica, le caratteristiche del terreno e il tipo di segnaletica presente. Le sigle riportate sulle guide e sui cartelli aiutano a valutare l’impegno richiesto e a confrontarlo con la propria esperienza, l’allenamento e l’attrezzatura disponibile.

In Italia la classificazione più diffusa è quella adottata dal Club Alpino Italiano, che gestisce circa 60mila chilometri di tracciati. Il sistema considera otto elementi: lunghezza, esposizione, altitudine, dislivello complessivo, versante, difficoltà tecnica, impegno fisico e orientamento. Non esiste però una legge nazionale che imponga un’unica classificazione o una segnaletica uniforme: Comuni, parchi, associazioni e grandi cammini possono adottare sistemi differenti.

La segnaletica CAI è generalmente bianca e rossa. I cartelli verticali indicano di norma il numero del percorso, la destinazione e la difficoltà, mentre i segni dipinti su rocce e alberi riportano soprattutto il numero del tracciato. In Valle d’Aosta prevalgono i cartelli gialli, con informazioni su località, quota e tempi di marcia. In vaste aree della Liguria si incontrano invece i simboli geometrici della FIE; anche la Via Francigena e altri grandi cammini dispongono di una segnaletica propria.

Le sigle italiane da conoscere

La sigla T, Turistico, identifica itinerari molto facili su carrarecce, strade poderali, mulattiere o sentieri evidenti, con pendenze e dislivelli contenuti. Restano comunque indispensabili abbigliamento adeguato e calzature adatte. La classificazione E, Escursionistico, riguarda invece percorsi molto vari, su mulattiere, sentieri e talvolta tracce in pascoli, sottobosco, detriti o pietraie. Possono esserci tratti ripidi e facili passaggi su roccia, non esposti, nei quali usare le mani per mantenere l’equilibrio. Servono orientamento, esperienza e allenamento.

Più impegnativa è la categoria EE, Escursionisti Esperti. Comprende terreni ripidi, scivolosi, instabili o sconnessi, con possibili tratti esposti, cenge e lievi difficoltà tecniche. Sono richiesti passo sicuro, assenza di vertigini, capacità di orientamento e conoscenza dell’ambiente montano. Possono comparire tratti innevati, ma non itinerari su ghiacciaio.

La sigla EEA indica vie ferrate e sentieri attrezzati, la cui difficoltà viene specificata da ulteriori lettere. EEA-F identifica un percorso poco esposto e relativamente semplice dal punto di vista tecnico, con cavi, catene, scalette, pioli o staffe utilizzati per agevolare la progressione. Anche in questo caso sono indispensabili casco, imbrago e kit da ferrata. Per le ferrate si usano inoltre le indicazioni EA-PD, EEA-D, EEA-MD ed EEA-ED, rispettivamente da poco difficile a estremamente difficile. La preparazione va valutata con prudenza: molti interventi di soccorso riguardano escursionisti esausti, non più in grado di proseguire o rientrare.

Colori e simboli oltre confine

All’estero i sistemi possono cambiare. In Francia cartelli e segnavia sono gialli; i cartelli riportano spesso la distanza in chilometri, ma non il livello di difficoltà. I sentieri ordinari non sono numerati, mentre le Grandes Randonnées, come il GR 20 in Corsica, hanno una numerazione specifica.

In Svizzera le frecce gialle usano combinazioni di colori per indicare l’impegno: bianco-rosso-bianco per i percorsi senza grandi difficoltà e bianco-blu-bianco per quelli più impegnativi. In Austria i cartelli gialli associano un pallino blu agli itinerari elementari, rosso ai sentieri normali e nero ai tracciati più difficili; la dicitura Gletscherübergang segnala l’eventuale attraversamento di un ghiacciaio. In Slovenia, infine, i cartelli rossi riportano tempi e quota di arrivo: un triangolo indica un percorso difficile, mentre il triangolo con punto esclamativo segnala un itinerario molto impegnativo.