Maremma selvaggia

Cala di Forno, la spiaggia raggiungibile solo a piedi

Nel Parco dell’Uccellina, litorale protetto tra storia, fauna e sentieri: l’itinerario richiede fino a otto ore.

Cala di Forno, la spiaggia raggiungibile solo a piedi

Nel territorio di Magliano in Toscana, lungo la costa del Parco Regionale della Maremma, Cala di Forno è una spiaggia racchiusa tra due promontori e circondata dalla macchia mediterranea. Il tratto di litorale fa parte dei circa 25 chilometri protetti tra Principina a Mare e Talamone, un’area rimasta in gran parte al riparo da urbanizzazione e infrastrutture.

La cala conserva anche testimonianze del passato. Nel Medioevo fu un approdo dell’abbazia di San Rabano; alle sue spalle si trovano inoltre i resti dell’antica dogana granducale e la Torre di Cala di Forno, inserita nel sistema difensivo della costa maremmana. La torre, con pianta quadrata e strutture in pietra, è datata 1824 dal Catalogo generale dei Beni Culturali, ma è di proprietà privata e non risulta visitabile.

Come arrivare e quanto dura il percorso

Cala di Forno non è raggiungibile direttamente in auto. L’accesso principale segue l’itinerario A4, con partenza dalla Casetta dei Pinottolai; una variante parte invece da Marina di Alberese e si ricongiunge al tracciato nei pressi di Collelungo. La scheda ufficiale indica 17,4 chilometri, una difficoltà medio-alta e circa 5 ore e 30 minuti di cammino.

Dal 15 giugno al 31 agosto 2026 l’itinerario A4 può essere percorso soltanto con una guida. L’escursione estiva dedicata alla cala è programmata dal lunedì al venerdì, con ritrovo alle 8.45 al Centro Visite di Alberese e partenza alle 9. Per questa proposta il Parco indica circa 16 chilometri e 8 ore complessive, inclusa la sosta in spiaggia. Il biglietto costa 15 euro a tariffa intera e 10 euro per il ridotto; l’attività non è adatta ai minori di 12 anni.

È possibile raggiungere la zona anche con escursioni in barca, ma per accedere alla spiaggia il Parco indica esclusivamente l’itinerario dedicato. In bicicletta si può arrivare fino a Collelungo da Alberese o Marina di Alberese, passando dalla Strada degli Ulivi o dalla strada di Pinastrellaia. Qui le bici devono essere lasciate nelle rastrelliere: l’ultimo tratto si percorre obbligatoriamente a piedi e non è consentito portare biciclette sulla spiaggia o sulla battigia.

Regole, ambiente e periodo consigliato

La spiaggia è frequentata dalla fauna selvatica e sulla sabbia si possono osservare le tracce di daini e cinghiali. Nel Parco è vietato introdurre cani e altri animali domestici, anche al guinzaglio, dare cibo agli animali, uscire dai sentieri, abbandonare rifiuti e accendere fuochi. Per l’escursione sono raccomandati scarpe chiuse o da trekking, acqua e cappello.

Primavera e autunno sono indicati come i periodi più adatti per le camminate. In estate il caldo e il rischio di incendi possono determinare limitazioni o accessi accompagnati, mentre l’inverno offre condizioni favorevoli per il birdwatching nelle zone umide e lungo l’Ombrone. Per il soggiorno, Alberese è una delle basi più pratiche, grazie alla presenza del Centro Visite e alla vicinanza degli itinerari verso la costa. Nei dintorni si possono raggiungere Collelungo, San Rabano e Talamone. Calendari, modalità di accesso e biglietti vengono aggiornati sul sito ufficiale del Parco.