Con la fine delle temperature più elevate, l’autunno offre l’occasione per esplorare l’entroterra della Liguria di Ponente, in provincia di Imperia. Tra il Golfo Dianese e la Val Steria si alternano borghi medievali, percorsi nel bosco, antichi manufatti rurali e itinerari panoramici, in un paesaggio che conserva tracce della vita contadina e della tradizione ligure.
Il punto di partenza può essere Cervo, affacciato sul mare e caratterizzato da un centro storico costruito sul fianco della montagna. Il borgo si raggiunge attraverso scalinate ripide e suggestivi passaggi tra le case. Al centro della visita c’è la chiesa di San Giovanni, conosciuta come chiesa dei Corallini e considerata uno dei principali monumenti barocchi del Ponente ligure. Il nome richiama la pesca del corallo, praticata in passato dai cervesi soprattutto nelle acque della Corsica e della Sardegna.
Dalla parte alta del paese, dove si trova il castello dei Clavesana, si può proseguire verso il Parco comunale del Ciapà. L’area, estesa per tre ettari, è attraversata da una rete di sentieri tra lecci, roverelle, carrubi e pini d’Aleppo. I percorsi conducono al colle di Cervo, a quota 324 metri, e possono continuare verso il colle Dico e la frazione Rollo di Andora. Sul litorale, invece, la Ciclovia Riviera dei Fiori consente di pedalare o camminare in piano per 45 chilometri, lungo il tracciato della vecchia ferrovia, tra Ospedaletti e Andora.
I Sentieri di Pietra nella Val Steria
A circa otto chilometri da Cervo, il territorio di Villa Faraldi propone un sistema di itinerari recuperati dal Comune. Sono otto i percorsi che compongono i Sentieri di Pietra, realizzati in passato per agevolare il lavoro nei campi. Lungo i tracciati si incontrano terrazzamenti, muretti a secco, edicole votive, ponti medievali e caselle, piccole costruzioni circolari in pietra utilizzate come riparo o deposito per gli attrezzi.
Un anello di difficoltà contenuta parte da Tovo Faraldi e raggiunge i ruderi della cappella di San Sebastiano, seguendo le indicazioni della Via della Transumanza. Un altro percorso, l’Anello delle Trincee, sale fino al monte Chiappa, a 541 metri, con una vista che arriva alla piana di Albenga e all’isola Gallinara. Durante la discesa si incontra anche un’antica fornace per la cottura della calce.
Frantoi, arte e la salita al Pizzo d’Evigno
Da Tovo Faraldi parte inoltre il sentiero Tra Santi e Oratori, che passa per Tovetto e segue un tratto della Via dei Gumbi, il nome locale degli antichi frantoi. Tra questi spicca U Gumbu de Nuccio, restaurato e trasformato in museo. La struttura conserva una particolare configurazione, definita frantoio a sangue perché azionata dalla forza di buoi, muli e uomini.
Villa Faraldi è anche un borgo d’arte. Negli anni Ottanta lo scultore norvegese Fritz Røed scelse di stabilirsi qui e aprì uno studio nell’ex oratorio di Santa Caterina d’Alessandria. In seguito altri artisti norvegesi arrivarono nel paese, dove oggi sono presenti opere a cielo aperto e la residenza FarArte, sostenuta dal Comune all’interno del Centro culturale Fritz Røed.
Nella Valle Dianese, tra gli uliveti di Diano Arentino, la frazione di Evigno è il punto di partenza per raggiungere il Pizzo d’Evigno. Dal parcheggio vicino alla chiesa di San Bernardo, un sentiero ben segnalato supera in meno di due ore circa 500 metri di dislivello, prima nel bosco e poi lungo una dorsale erbosa. Sulla vetta, a 988 metri, si trova una croce di ferro alta 12 metri. Nelle giornate autunnali limpide, il panorama abbraccia la costa ligure e consente di scorgere, in lontananza, anche le Cinque Terre.