Con la ripresa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz, la situazione del jet fuel in Italia ha sollevato preoccupazioni. Recentemente, un ritardo nella consegna di una nave cisterna ha portato a uno stato di allerta per una temporanea carenza di carburante in alcuni aeroporti del Nord Italia, tra cui Bologna, Milano Linate, Venezia e Treviso.
Nonostante l’allerta, gli aeroporti non hanno registrato cancellazioni o ritardi significativi, in particolare a Bologna. Tuttavia, Air Bp, uno dei principali fornitori di carburante nel Paese, ha avvisato le compagnie aeree e le società di gestione degli scali della necessità di limitare temporaneamente i quantitativi di carburante caricati sugli aeromobili. È stata richiesta anche una comunicazione chiara riguardo al quantitativo massimo disponibile per ciascun rifornimento.
A differenza di quanto accaduto in situazioni simili in passato, gli scali non sembrano intenzionati a emettere dei Notam (Notice to Air Missions), che sono avvisi ufficiali per piloti e compagnie aeree riguardo a informazioni temporanee rilevanti per la sicurezza dei voli. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la decisione di gestire la situazione direttamente con Air Bp è stata presa per evitare ripercussioni mediatiche negative.
Attualmente, la situazione è sotto attenta osservazione da parte delle autorità aeroportuali e delle società di gestione, che monitorano costantemente l’andamento della fornitura di carburante. Non ci sono state dichiarazioni ufficiali da parte di Bp, la capogruppo di Air Bp, riguardo a questa vicenda.