Divertimento estivo

Parchi divertimento: attesa per un’estate da 350 milioni

I parchi divertimento italiani si preparano a un'estate ricca di novità e opportunità.

Parchi divertimento: attesa per un’estate da 350 milioni

Con l’arrivo dell’estate 2026, i parchi divertimento italiani si preparano a riaprire le loro porte in occasione del lungo weekend del 2 giugno. Quest’anno, le novità non mancano, con strutture che si stanno trasformando in vere e proprie oasi di divertimento tematizzate, seguendo i modelli di successo già visti all’estero.

L’intero comparto, che comprende parchi a tema, acquatici, faunistici e avventura, conta oltre 400 strutture in Italia e genera un fatturato di oltre 350 milioni di euro solo dalla vendita dei biglietti. Nel 2025, sono stati registrati 21,1 milioni di visitatori certificati SIAE e circa 25.000 posti di lavoro diretti. Se si considerano anche le economie collegate, come ristorazione e trasporti, il totale sale a 8 miliardi di euro, con circa 60.000 posti di lavoro complessivi. Questi numeri pongono i parchi divertimento tra i principali attori dell’industria turistica e dell’intrattenimento in Italia.

Innovazione e sviluppo nei parchi

I parchi acquatici, in particolare, stanno evolvendo per offrire spazi più vivibili, scenografici e accoglienti. I servizi sono potenziati e le ambientazioni sono progettate per garantire un’esperienza che va oltre le tradizionali attrazioni. Secondo un’analisi condotta da Grs per l’Osservatorio AssoParchi, la disponibilità di aree relax e benessere è la principale motivazione di scelta per i visitatori, seguita dalle ambientazioni immersive e dagli spazi attrezzati per i bambini. Le attrazioni adrenaliniche si collocano solo al quarto posto nella lista delle preferenze.

Luciano Pareschi, presidente di AssoParchi, ha dichiarato: «Il settore arriva a questo appuntamento con un’offerta che non ha nulla da invidiare ai migliori parchi europei. Nonostante l’aumento dei costi energetici e la spinta inflazionistica, le imprese hanno continuato a investire. I primi mesi dell’anno sono stati sostanzialmente in linea con il 2025, e le aspettative per la stagione dei parchi acquatici sono di crescita, a patto che il clima sia favorevole. Inoltre, c’è una tendenza crescente tra le famiglie a viaggiare meno all’estero e a scegliere mete più vicine.

Misure per sostenere il settore

In un contesto in cui molti operatori turistici hanno aumentato i prezzi, i parchi hanno scelto di contenere il costo dei biglietti e di investire in promozioni e formule flessibili per incentivare la partecipazione. Pareschi sottolinea che questa è una scelta sia industriale che sociale. L’associazione chiede anche un intervento del governo per semplificare i processi di vendita e ridurre l’IVA sui biglietti. Un modello da seguire è quello della Gran Bretagna, che ha abbattuto l’imposta al 5% per i mesi estivi sui biglietti per parchi divertimento, zoo e musei. Maurizio Crisanti, direttore di AssoParchi, evidenzia che questa scelta dimostra come la leva fiscale possa sostenere l’accessibilità dell’offerta turistica e culturale, stimolando i consumi interni e favorendo l’occupazione stagionale.