Arrampicata azzurra

Beatrice Colli: «Il viaggio mi ha insegnato a rallentare»

A 21 anni, tra gare internazionali e nuove prospettive, l’atleta racconta come gli incontri lontano da casa abbiano cambiato il suo sguardo.

Beatrice Colli: «Il viaggio mi ha insegnato a rallentare»

A 21 anni, Beatrice Colli è una delle atlete più vincenti della storia dell’arrampicata speed italiana. La sua carriera comprende due titoli mondiali giovanili consecutivi, conquistati nel 2021 e nel 2022, diversi titoli italiani, record nazionali, il bronzo ai Giochi Europei di Cracovia nel 2023 e la partecipazione alle Olimpiadi di Parigi 2024, chiuse al nono posto. Nell’agosto 2026 è arrivato anche l’oro ai Campionati Europei di Laval, in Francia.

Nata a Colico, sul lago di Como, Colli ha iniziato ad arrampicarsi da bambina, prima sui muretti e sugli alberi, poi nella palestra del paese. Dal 2022 vive a Lecco, luogo che considera il suo punto di riferimento per il rapporto quotidiano tra città, lago e montagne. Per l’atleta, la possibilità di entrare in contatto con la natura dopo gli allenamenti contribuisce alla qualità della vita e alla motivazione. Le sue origini, racconta, sono state decisive anche per gli incontri che hanno orientato il suo percorso.

Dai Giochi Olimpici alle trasferte in Asia

Tra le esperienze più intense ricorda i Giochi di Parigi 2024, disputati nel sito d’arrampicata di Le Bourget. A colpirla sono stati l’allestimento colorato della parete e, soprattutto, il pubblico: una partecipazione mai vista per una gara di speed, capace di restituire agli atleti l’energia dei sacrifici compiuti. Quell’esperienza le ha fatto comprendere quanto siano importanti le persone che accompagnano il percorso sportivo.

Le competizioni portano Colli anche in Corea del Sud e in Cina, realtà che considera molto diverse dall’Europa per disciplina, rapporto con gli allenatori e modo di manifestare le emozioni. A Seoul esplora le città cercando negozi di vinili e gallerie d’arte, spesso nascosti ai piani superiori di strade secondarie. Tra le città cinesi preferisce Shanghai, apprezzata per l’incontro tra modernità, tradizioni e piccoli locali. Guiyang, invece, le ricorda l’atmosfera di Bali.

Quando arriva in Cina, l’atleta cerca di allontanarsi dai grandi centri commerciali e di entrare nelle vie più periferiche, spesso accompagnata da una persona del posto. Le differenze culturali e linguistiche rendono più complesso muoversi in autonomia, ma proprio il contatto diretto con gli abitanti le ha permesso di superare le prime incomprensioni. Un’amicizia nata durante il primo soggiorno, racconta, le ha mostrato come dietro espressioni e abitudini diverse esista una comune dimensione umana.

Il sogno delle grandi pareti

Negli Stati Uniti, tra le tappe della Coppa del Mondo, il paesaggio dello Utah le è rimasto impresso più dell’atmosfera sociale. Le praterie, le montagne e il Gran Lago Salato, visitato tra i bufali e anche attraverso un bagno nelle sue acque, rappresentano per lei esperienze legate alla natura. Il sogno per il futuro è invece Yosemite, dove vorrebbe imparare a scalare le grandi pareti e affrontare vie lunghe, o multipitch, ancora mai sperimentate.

Il cambiamento più profondo, però, riguarda il rapporto con il tempo e con i pregiudizi. Abituata alla rapidità della speed, durante i viaggi ha imparato ad accettare attese, controlli e ore trascorse in aereo. Il confronto con abitudini lontane da quelle conosciute le ha insegnato che il mondo non funziona secondo un solo modello. Tornare a casa significa così guardare con maggiore attenzione ciò che prima appariva scontato e vivere il presente con più consapevolezza.