Ettore Cavallino, vice president development luxury Southern & Eastern Europe di Accor, ha recentemente partecipato al talk “Luxury Hospitality & Sustainability” organizzato da Deloitte, dove ha illustrato il nuovo approccio del gruppo nel settore del lusso. “Il motto di Accor è ‘Pioneering the Art of Responsible Hospitality, Connecting Cultures, with Heartfelt Care’ e questo riflette il nostro impegno concreto verso la sostenibilità, anche nel segmento lusso,” ha dichiarato Cavallino.
Secondo Cavallino, il mondo dell’ospitalità deve adattarsi alle nuove esigenze dei clienti, ponendo un forte accento sulla sostenibilità sociale. Attualmente, il 60% del network di Accor è certificato, un dato che evidenzia un cambiamento significativo rispetto al passato, quando il lusso era associato principalmente all’opulenza. “Oggi, è fondamentale comprendere e agire in modo responsabile,” ha aggiunto.
Un nuovo sentiment verso la sostenibilità
Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, Accor ha condotto interviste con partner, operatori e investitori per valutare il loro sentiment riguardo alla sostenibilità. Sorprendentemente, l’80% dei clienti ha ritenuto cruciale questo impegno. Cavallino ha evidenziato alcuni punti chiave, come l’accesso alla green financing e la necessità di ridurre i rischi legati a normative sempre più stringenti. Inoltre, ha sottolineato l’importanza del settore MICE e il valore dell’immagine aziendale, poiché gli investimenti green possono portare a un payback rapido, tra i 2 e i 5 anni, e a una riduzione dei costi del 20%.
Un aspetto spesso trascurato, ma fondamentale nel lusso, è quello legato alla forza lavoro e ai diritti umani. Cavallino ha affermato che è essenziale formare una forza lavoro di qualità, coinvolta in progetti di sostenibilità, per attrarre e mantenere nuovi talenti. Questa formazione sarà poi trasmessa agli ospiti, migliorando l’esperienza complessiva.
Il ruolo del butler e l’impegno di Accor
Cavallino ha menzionato la figura del butler del Raffles, sottolineando che, sebbene sia più comune in Medio Oriente, Accor intende modernizzare questo ruolo, mantenendo sempre al centro il servizio all’ospite. Accor è stata pioniera in azioni concrete per la sostenibilità, come la rimozione della plastica monouso. I clienti sono sempre più attenti e disposti a pagare di più per strutture che perseguono un impegno responsabile.
Il gruppo sta adottando un approccio tailor made per ogni progetto, cercando di creare esperienze autentiche che si leghino profondamente al tessuto sociale e culturale locale. Cavallino ha concluso affermando che Accor prende seriamente temi come la restituzione e l’interazione con le comunità locali, rendendo il brand parte integrante della cultura in cui opera.