Dalle colline delle Cotswolds alla Maremma, passando per Piacenza, Lodi e il Sudafrica: il percorso di Nicholas Chalmers è fatto di luoghi che hanno contribuito a definire la sua identità artistica. Direttore d’orchestra e musicista inglese, Chalmers è il nuovo direttore artistico dell’Amiata Music Festival, ospitato al Forum Fondazione Bertarelli, nella tenuta ColleMassari.
La rassegna, nata dall’esperienza ventennale dell’Amiata Piano Festival, proseguirà fino al 24 ottobre 2026. Il Forum, progettato dall’architetto Edoardo Milesi e immerso tra uliveti e vigneti, è al centro di un progetto che punta a rafforzare la dimensione internazionale del festival, con una particolare attenzione alla voce e al teatro musicale.
Dall’Inghilterra all’Italia
La formazione di Chalmers è iniziata in una famiglia di musicisti: il padre era un batterista jazz sudafricano, la madre una cantante e violinista. Tra i 9 e i 13 anni ha cantato nella Tewkesbury Abbey, nell’Inghilterra occidentale. L’esperienza quotidiana in un grande edificio religioso lo ha avvicinato alla musica sacra e allo studio dell’organo, fino alla decisione di trasformare la passione in una professione.
Le Cotswolds restano uno dei suoi principali rifugi creativi. Durante il corso estivo del National Youth Choir of Great Britain, diretto ai piedi delle Malvern Hills, Chalmers alterna le prove con passeggiate nel paesaggio. La campagna inglese, ricorda, fu anche una fonte d’ispirazione per Edward Elgar.
Un passaggio importante della sua carriera è stato il decennio trascorso alla Nevill Holt Opera. Tra il 2016 e il 2018 una scuderia del XVII secolo è stata trasformata in un teatro d’opera, mentre programmi educativi e nuove produzioni avvicinavano migliaia di bambini al genere. La struttura ha ricevuto un riconoscimento dal Royal Institute of British Architects.
Il Forum tra ulivi e vigneti
In Italia Chalmers ha studiato al Conservatorio Nicolini di Piacenza con la clavicembalista Laura Bertani. A Lodi suonava l’organo in cattedrale e collaborava alla direzione di un coro di voci bianche. Gli anni trascorsi nel Nord Italia gli hanno permesso di conoscere anche Parma, Bologna e Verona, rafforzando il suo interesse per la cultura, la cucina e il vino italiani.
Il primo arrivo a ColleMassari risale al gennaio 2025. L’impressione è stata quella di un paesaggio capace di unire le colline dell’entroterra, il Monte Amiata e la vista sul Mediterraneo. Il Forum Fondazione Bertarelli, appena visibile dalla strada, è costruito accanto agli ulivi e alla vigna e si integra nel contesto naturale.
Per Chalmers, il paesaggio è dunque una componente essenziale dell’Amiata Music Festival. La sala, progettata nel 2015, ha una forma ispirata all’oliva e punta a mettere in relazione architettura e ambiente. L’obiettivo è ampliare l’esperienza del pubblico attraverso il cibo, il vino e l’arte della Toscana, facendo del territorio uno spazio di ispirazione e di pausa dalla vita urbana.
Il rapporto con il Sudafrica rappresenta un altro elemento centrale del suo lavoro. Nel 2025 Chalmers ha guidato a Città del Capo una tournée del National Youth Choir of Great Britain, con concerti e collaborazioni con il coro della Fezeka High School. In seguito è tornato a dirigere la Cape Town Philharmonic Orchestra. A questa esperienza è dedicato il cortometraggio Notes on the Road, dedicato all’incontro tra musicisti di generazioni e continenti diversi.