Tra i musei della capitale francese, oltre al celebre Louvre, c’è una destinazione dedicata all’arte che conserva opere di alcuni dei maggiori maestri europei. È il museo Jacquemart-André, ospitato in una residenza ottocentesca dell’VIII arrondissement e nato dalla collezione privata di Edouard André e Nélie Jacquemart.
Il palazzo fu costruito a partire dal 1869 su incarico del banchiere e deputato Edouard André. Il progetto venne affidato all’architetto e decoratore Henri Parent, che introdusse soluzioni architettoniche originali, sia negli spazi esterni sia negli ambienti interni. Tra gli elementi più caratteristici ci sono la facciata rialzata rispetto al livello della strada e lo scalone a doppia elica, concepito come una galleria di opere d’arte.
Edouard André e la moglie Nélie Jacquemart, pittrice, viaggiarono in Europa e fino in India per acquistare dipinti, sculture e oggetti di arti applicate. Dopo la morte di André, avvenuta nel 1894, fu Nélie a proseguire l’attività di raccolta. Alla sua scomparsa, nel 1912, il palazzo venne donato all’Institut de France, come previsto dalle volontà testamentarie della coppia. Nel 1913 l’edificio fu trasformato nel museo Jacquemart-André.
Una collezione tra Francia, Fiandre e Italia
Le raccolte comprendono opere della pittura francese, fiamminga, olandese e italiana. Tra gli autori francesi figurano Nattier, Vigée-Lebrun, Chardin, Fragonard e David. La sezione dedicata alla pittura fiamminga e olandese comprende invece dipinti di Van Dyck, Frans Hals, Jan de Bray, Rembrandt, Philippe de Champaigne e Jacob Van Ruysdael.
La scelta dei maestri del XVII secolo fu compiuta da Edouard André anche per documentare l’influenza esercitata da quegli artisti sulla pittura francese del secolo successivo. Un’area importante della raccolta è riservata inoltre al Rinascimento italiano, al quale i coniugi erano particolarmente interessati.
Al primo piano della residenza venne allestita una collezione dedicata all’arte del Quattrocento italiano. Tra le opere conservate si trovano lavori di Bellini e Mantegna, tra cui l’Ecce Homo, oltre a dipinti riferibili a Uccello, Perugino e Botticelli. In origine, questi ambienti erano accessibili soltanto a un numero ristretto di visitatori.
Orari, prezzi e come arrivare
Fino al 10 settembre il museo è aperto ogni giorno dalle 10 alle 18. Successivamente l’apertura è prevista dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 18, il venerdì dalle 10 alle 22 e nel fine settimana dalle 10 alle 19. L’ultimo ingresso è consentito 30 minuti prima della chiusura.
Il biglietto per le collezioni permanenti costa 19 euro. La tariffa ridotta è di 15,50 euro per studenti, ragazzi tra i 19 e i 25 anni e possessori della Pass Education card. Famiglie e visitatori tra i 7 e i 18 anni possono accedere con un biglietto da 10 euro. L’ingresso è gratuito per i bambini sotto i 7 anni, per membri e staff dell’Institut de France, persone con disabilità e accompagnatori, giornalisti e guide turistiche. Per le esposizioni temporanee sono previste tariffe specifiche, come quella indicata per Timeless Tintoretto.
Il museo è raggiungibile con le linee 9 e 13 della metropolitana, scendendo alle fermate Saint-Augustin, Miromesnil o Saint-Philippe du Roule. In autobus si possono utilizzare le linee 22, 43, 52, 54, 28, 80, 83, 84 e 93. Chi viaggia in auto può usufruire del Parking Haussmann-Berri, aperto 24 ore su 24 e situato nelle vicinanze.