Tesori nascosti

Storia, laguna e memoria in un borgo di pescatori

Racconti antichi, architetture veneziane e tradizioni legate alla pesca nel territorio friulano.

Storia, laguna e memoria in un borgo di pescatori

Nel Friuli-Venezia Giulia, all’interno della provincia di Udine, si trova una piccola comunità di pescatori dove i ritmi quotidiani conservano una dimensione lontana dalla frenesia urbana. È Marano Lagunare, centro di meno di 2 mila abitanti affacciato su un ambiente sospeso tra terra e acqua, con un patrimonio storico e culturale sviluppatosi lungo molti secoli.

Le origini del paese vengono ricondotte, secondo alcune fonti, a un’antica gens romana inviata da Roma ad Aquileia per finalità di colonizzazione dopo il 169 a.C.. Le ricostruzioni storiche descrivono inoltre la presenza di una fiorente comunità cristiana già nel VI secolo. Nel 590 il borgo ospitò un sinodo, uno degli episodi che testimoniano il ruolo assunto dall’area nel corso dell’antichità.

Un passato legato ad Aquileia e Venezia

Nel corso dei secoli, Marano fu coinvolta nei passaggi di potere che interessarono il territorio. Dalla prima metà dell’XI secolo il centro abitato fu assoggettato ad Aquileia, mentre nel XVI secolo passò sotto il controllo di Venezia. L’eredità della Serenissima è ancora leggibile in alcuni dettagli del centro storico, nelle tradizioni gastronomiche e nei tratti del dialetto locale.

Anche la pesca continua a rappresentare un elemento significativo dell’identità del paese. Il legame con la laguna si riflette nella vita quotidiana e nella fisionomia di un centro che, pur avendo attraversato epoche diverse, ha mantenuto una stretta relazione con l’ambiente circostante.

Le architetture e i luoghi da visitare

Tra i simboli del paese spicca la Loggia Maranese, struttura chiusa con bugnato in pietra d’Istria che in passato ospitava le riunioni della comunità. Nelle vicinanze sorge la Torre Millenaria, già ricordata nelle vicende locali a partire dal 1066. Un tempo il centro abitato era inoltre circondato da una rete di mura, demolite nell’Ottocento.

Nel percorso tra gli edifici religiosi si incontrano la chiesa parrocchiale dedicata a San Martino, costruita nel Settecento, e la chiesa della Madonna della Salute. Quest’ultima conserva, sull’unico altare maggiore, una statua della Vergine che viene celebrata ogni tre anni con una festa capace di richiamare migliaia di fedeli. La parrocchiale custodiva invece le reliquie di San Vito.

Per approfondire la formazione e le trasformazioni del territorio, il Museo Archeologico della Laguna di Marano raccoglie testimonianze legate a un’area di incontro tra l’Adriatico e l’Europa continentale. L’accesso è gratuito, ma è richiesta la prenotazione. Il museo è aperto il martedì, il mercoledì, il venerdì e nel fine settimana.