Nel cuore della Basilicata, a breve distanza da Matera, un borgo di poco più di duemila abitanti conserva la memoria di uno degli episodi più rilevanti della storia del Regno di Napoli. Protagonista è il Castello del Malconsiglio, fortezza costruita su un colle in posizione strategica e legata alla Congiura dei Baroni, il complotto che tra il 1485 e il 1487 coinvolse numerosi esponenti della nobiltà napoletana contro re Ferdinando I d’Aragona.
Il complesso, sviluppato in origine tra l’VIII e il IX secolo per fronteggiare le incursioni saracene, presenta una pianta a parallelogramma e sette torri, alcune circolari e altre quadrate. Fu ampliato nel 1110 e nel Quattrocento; una delle due entrate originarie venne distrutta dal terremoto del 1857. Nel tempo la struttura perse la funzione esclusivamente militare e diventò una residenza signorile, con sale affrescate e una cappella privata.
Le tensioni tra la monarchia e i feudatari
La congiura maturò in un periodo di forte conflitto tra la monarchia aragonese e i feudatari. Ferdinando I, noto anche come Ferrante d’Aragona, cercava di ridurre il potere baronale, rafforzare l’autorità centrale e sostenere l’economia attraverso riforme fiscali e amministrative. I baroni, che controllavano ampie porzioni del regno e disponevano di rilevanti risorse economiche, si opposero al progetto anche contando sui rapporti con lo Stato Pontificio.
Nel frattempo si affermava una nuova classe sociale, alimentata anche dall’arrivo di comunità greche e albanesi e più vicina alle attività commerciali e imprenditoriali. Tra i suoi rappresentanti figuravano Antonello Petrucci e Francesco Coppola, inizialmente legati alla corte e protagonisti degli equilibri politici del tempo. Dopo la guerra del 1459-1464, vinta da Ferdinando con l’appoggio di capitani italiani e di un contingente guidato da Giorgio Castriota Scanderbeg, la tensione con i nobili rimasti non si esaurì.
La congiura e il ruolo della fortezza
Nel 1485, durante un matrimonio celebrato a Melfi, alcuni esponenti dell’aristocrazia tornarono a discutere del ridimensionamento del proprio potere e della successione di Alfonso II d’Aragona. Il principe di Salerno Antonello Sanseverino promosse il progetto, chiedendo l’intervento del Papa affinché negasse l’investitura al futuro sovrano. Alla rete aderirono, tra gli altri, esponenti delle famiglie Guevara, Caldora, Del Balzo e Gesualdo.
Coppola mantenne un rapporto con la corte e fu utilizzato da Ferdinando come informatore. Dopo aver inviato le truppe all’Aquila e aver disorganizzato il fronte avversario, il re favorì trattative con i baroni. Gli incontri si svolsero in diversi castelli, compreso quello del Malconsiglio, dove Petrucci e Coppola agirono da intermediari. La vicenda si concluse nel 1487, quando gli ultimi congiurati furono attirati con il pretesto di un matrimonio; Petrucci e Coppola furono tra i primi a essere giustiziati.
Oggi la fortezza ospita un percorso multimediale dedicato alla vicenda e accoglie visite guidate. Nel borgo si trova anche la Chiesa di Santa Maria Maggiore, risalente al XIV secolo, che conserva il Polittico di Cima da Conegliano del 1499, composto da 18 tavole, oltre a un crocifisso ligneo del 1629, un organo barocco del 1749 e altre opere. Il centro storico comprende inoltre palazzi seicenteschi come Palazzo Petito, Palazzo Corleto e Palazzo Ventura-Aspriello.
Per i panorami sulla valle del Bradano e sulla Riserva del Lago di San Giuliano si può percorrere Via Estramurale Torre di Fino. L’area offre anche percorsi a cavallo ed escursioni in mountain bike. Il borgo è raggiungibile in auto dalla Statale 407 Basentana, con uno svincolo dedicato, oppure in autobus da Matera e Potenza. Da Bari è possibile combinare treno e bus: la stazione ferroviaria più vicina è quella di Ferrandina, a circa 20 chilometri.