L’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (Icao) ha rivolto un appello ai Paesi membri affinché rafforzino le misure per proteggere gli aeromobili civili dai rischi legati alle zone di conflitto. L’iniziativa arriva mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky torna a definire non sicuro lo spazio aereo della Russia, soprattutto per la crescente presenza di droni.
La situazione si inserisce in un quadro ormai cristallizzato dal 2022, quando l’Unione europea, gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Canada, la Svizzera, il Giappone e altri Paesi chiusero il proprio spazio aereo ai vettori russi. Mosca rispose con un provvedimento analogo, limitando l’accesso ai propri cieli alle compagnie dei Paesi coinvolti nelle restrizioni.
L’appello dell’agenzia Onu
Mercoledì 2 settembre, l’Icao ha invitato tutti gli Stati ad adottare «tutte le misure appropriate» e a impegnarsi maggiormente per tutelare i voli civili dai pericoli derivanti dai conflitti. Secondo l’organizzazione, è in aumento il rischio che gli aerei di linea possano essere colpiti o coinvolti in scontri a fuoco.
L’appello non cita direttamente la Russia, ma nello stesso giorno l’Ucraina ha informato ufficialmente l’agenzia che lo spazio aereo russo «non è sicuro». Zelensky ha collegato il rischio alla presenza dei droni e ha rivolto l’avvertimento alle compagnie che attraversano la Federazione, agli assicuratori e a chi utilizza ancora i principali aeroporti del Paese. Il presidente ucraino ha precisato che, finora, l’aviazione civile non è stata presa di mira.
Il governo russo respinge l’allarme e minimizza i rischi. Vladimir Putin ha definito la richiesta di chiusura dei cieli una forma di «terrorismo di Stato». Nel frattempo, gli sforzi diplomatici per fermare la guerra, sostenuti dalla mediazione degli Stati Uniti, risultano bloccati dopo l’escalation bellica nel Golfo.
I vettori ancora operativi
Nonostante le limitazioni reciproche, alcune compagnie continuano a sorvolare i cieli russi. Cina e Turchia non hanno aderito alle sanzioni internazionali contro Mosca e mantengono i collegamenti anche per ragioni operative: le rotte che attraversano la Federazione consentono di ridurre tempi di viaggio e consumo di carburante, in particolare sui collegamenti verso Pechino.
Tra settembre 2024 e agosto 2025, Uzbekistan Airways è stata la compagnia non russa con il maggiore impiego dei corridoi aerei della Federazione: 1.401.985 posti distribuiti su 7.434 voli. Seguono Turkish Airlines, con 1.115.521 posti e 5.323 voli, e Flydubai, con 775.858 posti e 4.665 voli.
Nello stesso periodo hanno operato anche Emirates, Belavia, Azerbaijan Airlines, China Eastern, Avia Traffic Company, Pegasus Airlines e Air China, quest’ultima con 288.535 posti su 985 voli. In Europa, oltre a Turkish Airlines, Air Serbia è l’unico vettore che continua a offrire collegamenti da e per la Russia.