La compagnia aerea di bandiera romena, Tarom, si trova in una situazione critica, come evidenziato dalla vicepremier a interim, Oana Gheorghiu, in un recente post su Facebook. Gheorghiu ha descritto la compagnia come “in volo diretto verso il fallimento”, supportando le sue affermazioni con dati allarmanti: debiti finanziari che si aggirano intorno ai 930 milioni di lei (circa 185 milioni di euro), un patrimonio netto negativo di 105 milioni e una perdita stimata di circa 186 milioni.
In aggiunta, il coefficiente di riempimento degli aeromobili di Tarom è rimasto sotto il 70%, ben al di sotto degli obiettivi stabiliti. Gheorghiu ha delineato le misure necessarie per salvare la compagnia, tra cui un cambiamento nella gestione, una governance professionale, obiettivi misurabili, disciplina finanziaria e la ricerca di una partnership strategica.
Aiuti di Stato e prospettive future
Nonostante le difficoltà, Tarom continua a operare normalmente e ha ricevuto nel 2024 un pacchetto di aiuti di Stato di 95 milioni di euro, approvato dalla Commissione europea per sostenere un piano di ristrutturazione e prevenire l’insolvenza. Tuttavia, la compagnia continua a fronteggiare gravi problemi finanziari a causa del debito accumulato, pur mantenendo attivi i collegamenti tra la Romania e vari hub europei, inclusa Roma Fiumicino, grazie alla sua partecipazione all’alleanza SkyTeam.
Gheorghiu ha anche sottolineato che l’unico anno in utile negli ultimi dieci è stato il 2024, con ricavi dichiarati di 433 milioni di euro. Tuttavia, ha definito questo risultato un “falso utile”, derivante dalla vendita di asset e da trattamenti contabili eccezionali, piuttosto che dall’attività operativa ordinaria. Secondo la vicepremier, il problema principale non è il potenziale della compagnia, ma la governance, con asset venduti per coprire le perdite e conflitti interni che ostacolano le riforme necessarie.
Proteste e futuro incerto
Nel mese di aprile 2026, i sindacati hanno protestato contro i piani di ristrutturazione, con l’ipotesi di chiusura della compagnia sul tavolo. Il ministro dei Trasporti uscente, Ciprian Serban, ha rassicurato che Tarom non sarà chiusa e che è prevista un’altra tranche di aiuti di Stato da 65 milioni di lei, concordata con la Commissione europea. Inoltre, è attualmente in discussione in Parlamento un disegno di legge che vieta la cessione delle quote nelle aziende di Stato in utile prima del 2027.