La Commissione Europea ha recentemente riaffermato il suo impegno per la libera circolazione e la sicurezza all’interno dello spazio Schengen, suggerendo la graduale eliminazione dei controlli alle frontiere interne. In una circolare emessa il 4 giugno, è stato sottolineato che gli Stati membri possono reintrodurre temporaneamente tali controlli in caso di gravi minacce all’ordine pubblico o alla sicurezza interna, una misura già adottata in risposta a preoccupazioni legate alla sicurezza e alla situazione migratoria.
È importante notare che i controlli alle frontiere interne hanno ripercussioni anche sugli Stati membri confinanti. Per questo motivo, la Commissione ha evidenziato l’importanza di adottare misure per limitare l’impatto sui lavoratori transfrontalieri e sulle comunità locali. Il dialogo e la consultazione coordinati dal coordinatore Schengen hanno già contribuito a ridurre i tempi di attesa e a migliorare il coordinamento operativo e lo scambio di informazioni tra gli Stati membri.
Il Patto sulla migrazione e l’asilo
La Commissione ha anche messo in evidenza che la piena attuazione del Patto sulla migrazione e l’asilo sarà fondamentale per creare le condizioni necessarie alla revoca dei controlli alle frontiere interne. Questo patto ha come obiettivo il rafforzamento della gestione delle frontiere esterne dell’Unione Europea e fornisce agli Stati membri strumenti più efficaci per contrastare i movimenti non autorizzati all’interno dello spazio Schengen.
Inoltre, i nuovi sistemi europei di gestione delle frontiere, come il sistema di ingresso/uscita (EES), operativo da aprile, e il futuro sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), giocheranno un ruolo cruciale nel monitoraggio degli attraversamenti alle frontiere esterne dell’Unione e nella supervisione degli ingressi e delle uscite.
Alternative ai controlli interni
La Commissione ha affermato che esistono alternative efficaci ai controlli alle frontiere interne. Tra queste si annoverano i controlli di polizia non sistematici, le tecnologie di identificazione biometrica mobile e i sistemi di localizzazione dei veicoli. Molti Stati membri stanno già implementando controlli basati sul rischio, simili ai controlli di polizia non sistematici, che potrebbero gradualmente sostituire i controlli alle frontiere.