Giustizia aerea

Condanna storica per Air France e Airbus dopo il disastro del 2009

Air France e Airbus condannate per il disastro aereo del 2009, un verdetto storico.

Condanna storica per Air France e Airbus dopo il disastro del 2009

La Corte d’Appello di Parigi ha emesso un verdetto storico nei confronti di Air France e Airbus, condannandole per omicidio colposo involontario in relazione al disastro aereo del 2009. L’incidente, avvenuto durante un volo tra Rio de Janeiro e Parigi, ha causato la morte di 228 persone a bordo, rendendolo uno dei più gravi nella storia dell’aviazione francese.

Le due compagnie sono state giudicate “uniche e totali responsabili” della tragedia e dovranno pagare una sanzione massima di 225.000 euro ciascuna. Nonostante avessero sempre respinto le accuse, nel 2023 erano state assolte in primo grado. Airbus ha già annunciato l’intenzione di ricorrere in Cassazione.

Il processo ha visto la partecipazione dei familiari delle vittime, che hanno criticato l’importo della multa, definendolo “simbolico”. Tuttavia, per le famiglie, la decisione rappresenta un passo importante, poiché per la prima volta viene condannata una multinazionale aeronautica, ponendo la sicurezza al di sopra di ogni considerazione economica, come ha dichiarato il presidente dell’associazione Entraide et Solidarité AF 447.

I FATTI DEL DISASTRO

Il 1° giugno 2009, un Airbus A330 di Air France scomparve sopra l’Oceano Atlantico dopo soli quattro minuti e 24 secondi dal decollo. La scatola nera ha permesso di ricostruire parzialmente l’accaduto: l’aereo entrò in un temporale in una zona di convergenza intertropicale, dove i cristalli di ghiaccio causarono un guasto ai sensori di velocità, disattivando il pilota automatico. Una relazione del 2012 ha evidenziato che i piloti non erano stati adeguatamente addestrati per gestire tale situazione, portando il jet a un stallo fatale.

IL PROCESSO DI PRIMO GRADO

Nel primo grado del processo, Air France e Airbus erano state assolte, nonostante fosse stata riconosciuta la negligenza. Tuttavia, l’appello ha ribaltato il verdetto dopo un nuovo processo di otto settimane. Air France è stata ritenuta colpevole di non aver fornito istruzioni adeguate ai piloti riguardo alla formazione di ghiaccio sui sensori di velocità, mentre Airbus è stata condannata per aver sottovalutato i difetti delle sonde e per non aver informato tempestivamente le compagnie aeree sui modelli difettosi. Tra il 2003 e il 2008, erano stati segnalati all’Easa 17 guasti alle stesse sonde Pitot Thales, e una direttiva interna di Air France del febbraio 2009 ordinava la sostituzione delle sonde entro giugno dello stesso anno. Le nuove sonde erano arrivate solo sei giorni prima del decollo, e l’aeromobile del volo 447 le avrebbe ricevute al rientro a Parigi.