Nel cuore della Sardegna, a circa un’ora da Olbia, si snoda il Cammino delle domus de Janas, un itinerario che ci riporta indietro nel tempo, circa 6 mila anni fa, quando queste antiche “dimore delle fate” erano abitate. Questo percorso, che attraversa il Meilogu, è un viaggio affascinante tra archeologia e cultura, arricchito da borghi storici, locande e artigiani locali.
Il Cammino delle Janas è un progetto del CeSim, Centro Studi Identità e Memoria, e si può percorrere a piedi o in bicicletta. I comuni coinvolti, come Bessude, Bonorva (che include il borgo di Rebeccu, rinato grazie all’arte), Borutta, Cheremule e Thiesi, sono tutti situati nella provincia di Sassari. L’obiettivo di questo progetto è valorizzare il patrimonio archeologico e culturale della zona.
Borutta e il suo patrimonio
Tra i luoghi da visitare, Borutta merita una menzione speciale. Con solo 260 abitanti, è stata premiata come Luminous Destination 2026 da Visit Italy per il suo impegno verso un turismo sostenibile. Qui si trova il monastero benedettino di San Pietro di Sorres, un’oasi di pace che offre anche una foresteria a prezzi accessibili. Durante l’anno, Borutta ospita eventi come la Bastida de Torres, una rievocazione storica della battaglia del 1334 tra i Doria e gli Aragonesi.
Le domus de janas: Patrimonio dell’umanità
Le domus de janas non sono semplici case delle fate, ma rappresentano un legame profondo con il passato e il culto dei defunti. Giuseppa Tanda, archeologa del CeSim, spiega che queste tombe scavate nella roccia, oltre 3.500 in totale, sono state riconosciute come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Alcune di esse, come le necropoli di Sant’Andrea Priu e Sa Pala Larga, sono esempi straordinari di architettura neolitica, con decorazioni uniche e significati simbolici legati alla vita e alla morte.
Il Parco dei Petroglifi a Cheremule è un altro luogo affascinante, dove incisioni rupestri raccontano storie di attività ludiche e rituali. Dopo una visita, è possibile gustare le prelibatezze locali, come lo yogurt del laboratorio caseario Fadda o i dolci tipici della pasticceria Dolce Vita.
Infine, il miniborgo di Rebeccu sta vivendo una rinascita culturale grazie al progetto Musa Madre, che trasforma il territorio in un palcoscenico per l’arte contemporanea. Per chi desidera approfondire la storia delle domus de janas, il Museo multimediale di Setzu offre un viaggio immersivo nel patrimonio neolitico sardo.