Beni storici

Sei fontane monumentali da vedere in Italia

Selezione di opere d’acqua, sculture e vicende secolari, tra Palermo, Roma, Firenze, L’Aquila, Catania e Isernia.

Sei fontane monumentali da vedere in Italia

La Fontana di Trevi è il riferimento più immediato quando si parla di grandi fontane italiane, ma non è l’unica opera capace di unire architettura, scultura e memoria storica. In molte città della penisola si trovano infatti monumenti legati alla presenza dell’acqua e alle vicende di papi, sovrani e signorie, che in passato utilizzarono queste opere anche come testimonianza del proprio potere e del proprio mecenatismo.

Accanto ai semplici punti d’acqua, come i celebri nasoni romani, esistono fontane monumentali spesso meno presenti negli itinerari più frequentati. Una selezione riunisce sei esempi distribuiti in diverse aree del Paese: dalla Sicilia all’Abruzzo, passando per Lazio, Toscana e Molise.

Tra statue e architetture monumentali

A Palermo la Fontana Pretoria, conosciuta come Fontana della Vergogna, deve il suo soprannome soprattutto all’elevato costo dell’opera e del suo trasferimento. Realizzata nel 1554 per il Palazzo di San Clemente a Firenze, fu venduta a Palermo quasi trent’anni dopo e collocata in Piazza Pretoria. Il complesso, formato da balaustre, scalinate e numerose statue di divinità e virtù, è oggi uno dei monumenti più importanti del capoluogo siciliano.

A Roma, sul Gianicolo, si trova la mostra dell’Acqua Paola, più nota come Fontanone del Gianicolo. La struttura presenta una grande facciata a cinque arcate e un ampio vascone in marmo. Alla sua realizzazione parteciparono Giovanni Fontana, Flaminio Ponzio e Ippolito Buzio, mentre la forma attuale è frutto degli interventi di Carlo Fontana. Il nome richiama Papa Paolo V, che volle il monumento come termine dell’acquedotto traiano-paolo.

Nel cuore di Firenze, in Piazza della Signoria, la Fontana del Nettuno rappresenta uno degli elementi più riconoscibili dello spazio urbano. Il progetto fu affidato a Bartolomeo Ammannati e venne realizzato tra il 1550 e il 1575. Statue bronzee e marmi fanno da cornice alla figura del dio Nettuno, alta oltre cinque metri. Le scelte artistiche suscitarono polemiche già all’epoca, anche per il passaggio dal gusto rinascimentale a un manierismo vicino alla sensibilità barocca.

Le fontane legate alla storia delle città

La Fontana delle 99 cannelle è uno dei simboli dell’Aquila e risale al 1272, su progetto di Tancredi de Pentima. È composta da una piazza delimitata da tre muri in bicromia bianca e rossa, ai cui piedi si trovano 99 cannelle e tre vasconi rettangolari. Il monumento fu toccato solo marginalmente dalla distruzione provocata dal terremoto del 2009. Ancora oggi non è stata svelata l’origine della sorgente che alimenta la fontana.

Più recente è la Fontana dell’Amenano, realizzata nel 1867 da Tito Angelini e collocata in Piazza del Duomo a Catania. Costruita con marmo di Carrara, raffigura il fiume Amenano nelle sembianze di un giovane che sostiene una cornucopia. L’acqua passa dalla vasca superiore a quella inferiore e il basamento richiama il corso del fiume, collegando la rappresentazione allegorica al corso d’acqua reale.

Chiude la selezione la Fontana Fraterna di Isernia. Il progetto risale alla prima metà dell’Ottocento, ma molti degli elementi che la compongono sono più antichi. Ricostruita dopo il 1943 e trasferita in Piazza Celestino V, la fontana è oggi uno dei simboli della città molisana. In passato era un fontanile utilizzato per lavare i panni; nel tempo è diventata una testimonianza della pratica di recuperare e riutilizzare pietre e marmi provenienti da epoche precedenti.