Dati e flussi

Turismo, la sfida è lasciare valore ai territori

Il monitoraggio Isnart: il 33,8% dei visitatori valuta criteri ambientali, percentuale che sale tra gli stranieri

Turismo, la sfida è lasciare valore ai territori

La crescita dei flussi turistici deve tradursi in un valore stabile per i territori. È questa la prospettiva emersa dal panel organizzato dall’Isnart al Ttg Travel Experience di Rimini, alla luce di una stagione estiva che registra un incremento stimato dell’1,8%. La competitività delle destinazioni, è stato sottolineato, non dipende più soltanto dalla capacità di attrarre visitatori, ma anche da quella di trasformare la presenza turistica in rigenerazione economica, sociale e culturale.

Il percorso indicato passa dalla sostenibilità, dall’eredità dei grandi eventi, dalla rinascita delle aree colpite dal sisma e dalla capacità del turismo del benessere di generare nuove opportunità. In questa prospettiva, la tutela delle risorse e la valorizzazione delle identità locali diventano elementi centrali per mantenere attrattive le destinazioni nel tempo.

La sostenibilità orienta le scelte

Secondo il monitoraggio dell’Osservatorio Isnart, il 33,8% dei turisti considera aspetti di sostenibilità nella scelta della destinazione. La quota sale al 36,3% tra i visitatori stranieri. Prodotti locali, tutela del paesaggio, identità territoriali ed esperienze autentiche sono tra gli elementi che contribuiscono a orientare la domanda.

Durante l’incontro, Erica Mingotto, ricercatrice del Ciset dell’Università Ca’ Foscari Venezia, ha evidenziato il legame tra sostenibilità, competitività e resilienza. Il tema, emerso dal confronto, non riguarda quindi soltanto la risposta alle esigenze ambientali, ma anche la possibilità di garantire continuità e attrattività alle destinazioni.

Gli eventi come leva territoriale

Il monitoraggio rileva inoltre che un turista su dieci sceglie una destinazione per partecipare a un evento. Chi viaggia per questa motivazione, secondo l’analisi presentata, spende più della media. Il 10% dei turisti indica infatti gli eventi come principale ragione del viaggio, confermando il loro ruolo nella capacità di attrazione delle destinazioni.

Il loro impatto, è stato osservato, si misura anche nella capacità di trasformare un appuntamento temporaneo in un’eredità duratura. I grandi eventi possono contribuire ad accelerare investimenti e innovazione e a rafforzare la reputazione dei territori, a condizione che i benefici restino nel tempo.

Per Loretta Credaro, presidente di Isnart, le politiche turistiche devono puntare a territori capaci di continuare a esistere come luoghi abitabili, coesi e riconoscibili. Il riferimento riguarda anche le aree colpite dal sisma, dove il turismo può offrire fiducia e prospettive alle comunità, e le destinazioni che possono rigenerarsi attorno alle proprie risorse, comprese quelle termali. La sostenibilità, ha concluso, non è un elemento aggiuntivo dell’offerta, ma una condizione per un turismo realmente rigenerativo.