Tra Marina di Massa e Viareggio, la Versilia conserva il paesaggio che dagli anni Venti ha alimentato la fama di queste coste come luoghi di villeggiatura elegante. Alle spalle del litorale si alzano le Alpi Apuane, mentre nell’entroterra il lavoro del marmo e la presenza di artisti internazionali hanno dato forma all’identità di Pietrasanta. La città è ancora un punto di riferimento per chi arriva dall’estero per apprendere tecniche di lavorazione della pietra e confrontarsi con le maestranze locali.
Il numero dei laboratori si è ridotto rispetto al passato, quando erano più di cento, ma l’attività artistica continua durante tutto l’anno. Gli studi accolgono artisti e collezionisti, le botteghe trasformano disegni e modelli in opere e le piazze ospitano nuove installazioni. Questa continuità tra produzione artigiana e ricerca contemporanea è uno degli elementi che distinguono il centro versiliese, legato ai nomi di Fernando Botero e Igor Mitoraj.
Un museo per Igor Mitoraj
Il rapporto tra Mitoraj e Pietrasanta iniziò negli anni Ottanta: nel 1983 lo scultore aprì qui il proprio atelier, ancora visitabile, e stabilì un legame con le competenze locali. A lui è dedicato il nuovo museo ospitato nell’ex mercato comunale di via Oberdan, ripensato dallo studio OBR di Milano come uno spazio trasparente e aperto alla città. Botero frequentò invece la Versilia dagli anni Settanta e acquistò una casa sotto la Rocca, trasformando il territorio in un luogo di lavoro e di vita. Si valuta anche la possibilità di dedicargli un nuovo spazio.
L’arte contemporanea è presente anche nell’ospitalità. Palazzo Barsanti Bonetti ospita l’Albergo Pietrasanta, nato dalla trasformazione voluta da Rosa Sandretto e dal marito Gilberto. Gli ambienti sono arricchiti da opere di Jannis Kounellis, Gino De Dominicis e Luigi Ontani. La struttura viene descritta come un luogo di incontro per artisti, oltre che come una soluzione ricettiva inserita nel tessuto storico del centro.
Dai laboratori alle gallerie
Per conoscere il percorso che conduce dal progetto alla scultura è possibile visitare, su appuntamento, alcuni laboratori. Marble Studio Stagetti, attivo dal 1959, affianca modelli in creta, scansioni tridimensionali e progettazione. La scelta del marmo e la lettura delle sue caratteristiche restano però affidate anche all’esperienza manuale. Verso Querceta, lo Studio Giorgio Angeli realizza dagli anni Settanta opere contemporanee, comprese sculture monumentali, traducendo modelli e disegni in lavori di pietra attraverso il confronto tra artisti e maestranze. Nel complesso lavora anche lo scultore giapponese Kan Yasuda.
Nel centro storico, le gallerie completano il percorso. Antonia Jannone Disegni di Architettura, in via del Marzocco, si muove tra arte, design e progetto. Susanna Orlando propone opere di piccolo formato e lavori pensati per gli spazi nelle sedi di via Stagi e via Garibaldi. Nella stessa via, Flora Bigai Arte Contemporanea dedica particolare attenzione alla Pop Art.
Piazza Duomo è il punto centrale per una passeggiata tra vicoli, piazzette e facciate in marmo e mattoni. Le sculture compaiono lungo le strade accanto a negozi, tavoli e ingressi delle gallerie. In via Mazzini, la chiesa della Misericordia conserva La Porta del Paradiso e La Porta dell’Inferno, dipinte da Botero nel 1993. Tra ristorazione e artigianato si incontrano anche il ristorante Il Posto, con una proposta di mare, e La Stramberia, che realizza cappelli dalle forme e dai materiali ricercati. Il centro offre così un itinerario in cui patrimonio storico, cultura artistica e lavorazione del marmo restano strettamente legati.