Con la fine della stagione balneare arrivano i primi bilanci e, insieme, le preoccupazioni per il futuro dei flussi turistici. Al termine di quella che viene indicata come l’estate più calda in Italia dal 1950, Fiavet Toscana-Confcom lancia l’allarme sulle possibili conseguenze delle temperature record per l’incoming del prossimo anno.
Il timore nasce dall’intreccio tra emergenza climatica e comportamenti dei viaggiatori. Un’analisi basata su uno studio pubblicato sul Journal of Sustainable Tourism evidenzia infatti che il cosiddetto dividendo climatico del Mediterraneo si sta riducendo. Oltre i 33 gradi, secondo la ricerca, la probabilità che un turista torni nella stessa destinazione diminuisce in modo significativo.
La soglia critica per i viaggiatori
La letteratura scientifica individua nei 33 gradi la temperatura percepita come ottimale dai visitatori. Una volta superata questa soglia, la propensione a ripetere il viaggio nella medesima località l’anno successivo tende a calare. Il dato suggerisce che il caldo estremo non incide soltanto sull’esperienza durante la vacanza, ma può influenzare anche le scelte future dei turisti stranieri.
Lo studio ha esaminato i pagamenti elettronici effettuati in Spagna da carte emesse all’estero durante l’estate 2022, considerata la più calda prima di quella del 2026. Le transazioni sono state confrontate con i dati meteorologici, verificando poi se le stesse carte bancarie fossero tornate nel Paese l’anno successivo.
Il risultato emerso è netto: la probabilità di ritorno risulta inversamente proporzionale alla temperatura massima percepita. In altre parole, all’aumentare del caldo diminuisce la possibilità che il visitatore scelga nuovamente la stessa destinazione. Il meccanismo rappresenta un potenziale fattore di rischio per le aree mediterranee, particolarmente esposte agli effetti dell’aumento delle temperature.
I primi dati sulla stagione
Le prime rilevazioni sul turismo toscano confermano una lieve contrazione degli arrivi. «I primi consuntivi della stagione estiva – osserva la presidente di Fiavet Toscana-Confcom, Cinzia Chiaramonti – confermano purtroppo che da giugno ad agosto gli arrivi sono diminuiti dell’1%, passando da circa 1,36 a 1,35 milioni, anche se è aumentata la permanenza media».
Per l’associazione, tuttavia, il problema principale riguarda le possibili ricadute del caldo record sui flussi del prossimo anno. «Occorre pensare e pianificare azioni di destagionalizzazione – sottolinea Chiaramonti – che possano garantire la decongestione nei periodi di picco e, al tempo stesso, la fruizione dei territori nei mesi di spalla, comunque appetibili per il turista straniero».