Trasporto aereo

Eruzione dell’Etna, voli cancellati e 50mila passeggeri a terra

L’Enac sollecitata a vigilare sull’assistenza e sui rimborsi per chi ha subito deviazioni e ritardi

Eruzione dell’Etna, voli cancellati e 50mila passeggeri a terra

Un nuovo fine settimana di disagi per chi doveva raggiungere o lasciare la Sicilia in aereo. Dal 26 settembre, lo scalo di Catania è chiuso a causa di una nuova attività eruttiva dell’Etna e della conseguente presenza di cenere nei cieli. La sospensione operativa ha già coinvolto circa 50mila passeggeri.

La chiusura si aggiunge agli stop registrati più volte durante l’estate 2026, da luglio fino all’ultima interruzione di metà settembre. In quell’occasione erano stati cancellati 700 voli, con oltre 100mila viaggiatori interessati. Il ripetersi degli episodi ha riacceso il dibattito sulla collocazione del Fontanarossa, quinto aeroporto italiano per numero di passeggeri e situato ai piedi di uno dei vulcani più attivi d’Europa.

La richiesta di intervento all’Enac

Dopo l’ennesima sospensione, il deputato siciliano del gruppo Misto Manlio Messina ha chiesto all’Enac di intervenire nei confronti delle compagnie aeree che non garantirebbero un’adeguata assistenza a chi subisce cancellazioni, ritardi o trasferimenti verso altri scali. Messina ha annunciato anche la presentazione di un’interrogazione urgente al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Secondo il parlamentare, i viaggiatori devono ricevere l’assistenza prevista dalla normativa quando il servizio acquistato viene cancellato o subisce forti disagi. L’autorità di regolazione è stata quindi invitata a verificare eventuali violazioni e ad applicare, se necessario, le sanzioni previste.

Sulla tutela dei passeggeri è intervenuta anche ItaliaRimborso. Il ceo Felice D’Angelo ha precisato che, in presenza di una circostanza eccezionale come l’eruzione, non è prevista una compensazione pecuniaria, ma resta il diritto all’assistenza e al rimborso delle spese sostenute per raggiungere la destinazione finale. Il suggerimento è di conservare ricevute, fatture e comunicazioni della compagnia, documenti utili per eventuali richieste successive.

Operatività sospesa fino alle 23.59

La società di gestione Sac ha comunicato che lo scalo resterà non operativo fino alle 23.59 del 28 settembre, con la chiusura dei settori C1 e B3. Ai viaggiatori viene chiesto di verificare lo stato della propria prenotazione direttamente con la compagnia prima di recarsi in aeroporto.

Alcuni collegamenti sono stati trasferiti sugli scali di Palermo e Trapani, rispettivamente a oltre tre e quasi quattro ore d’auto da Catania. Lo spostamento ha comportato ulteriori difficoltà organizzative per i viaggiatori, costretti a raggiungere aeroporti distanti dalla destinazione originaria.

Nel frattempo, la gestione dell’emergenza è tornata al centro del confronto politico. La proposta avanzata da più parti è di attribuire all’aeroporto Pio La Torre di Comiso, nel Ragusano, un ruolo autonomo e strategico come secondo polo di riferimento per la Sicilia orientale, superando la funzione di semplice alternativa allo scalo catanese.