Itinerario d’oltralpe

Cinque giorni tra vigneti, borghi e deviazioni inattese

Un percorso in auto collega paesaggi rurali, centri storici, cantine e località affacciate sui laghi francesi

Cinque giorni tra vigneti, borghi e deviazioni inattese

Un video visto su Instagram ha ispirato una vacanza di cinque giorni in auto tra Francia e Svizzera. La partenza è avvenuta dalla zona di Milano, passando dal Sempione, con destinazione principale la Borgogna e una prosecuzione verso l’Alta Savoia. L’obiettivo era alternare città d’arte, piccoli centri, vigneti e deviazioni decise lungo il percorso, con prenotazioni limitate ai primi alberghi.

Da Digione ai vigneti della Borgogna

La prima tappa è stata Digione, raggiunta dopo un lungo trasferimento. Il centro storico, raccolto attorno a Place de la Libération e al Palazzo dei Duchi, ha offerto una prima passeggiata tra edifici medievali, piazze e locali. Il giorno successivo la visita è proseguita con il palazzo e la chiesa di Notre-Dame, prima di lasciare la città evitando volutamente le autostrade.

La strada ha attraversato la Route des Grands Crus, tra filari ordinati, colline e borghi legati alla tradizione vinicola della regione. I cosiddetti climats, parcelle storicamente delimitate, caratterizzano il paesaggio riconosciuto dall’UNESCO. Le degustazioni improvvisate non sono sempre state possibili senza prenotazione, ma il percorso ha portato fino allo Château du Clos de Vougeot e a Nuits-Saint-Georges, dove è stata fatta una sosta per il pranzo.

A Beaune il punto centrale della visita è stato l’Hôtel-Dieu degli Hospices, ospedale fondato nel Quattrocento da Nicolas Rolin per accogliere poveri e malati. Le sale, l’antica farmacia e gli ambienti destinati all’assistenza restituiscono l’atmosfera della struttura storica. Il centro ha poi offerto botteghe, enoteche, pasticcerie e locali, in un contesto percepito come meno omologato rispetto alle grandi città.

Castelli, città d’acqua e deviazioni

Il terzo giorno ha portato a Savigny-lès-Beaune, dove una degustazione prenotata ha accompagnato la visita allo Château de Savigny-lès-Beaune. Il complesso ospita collezioni insolite dedicate, tra l’altro, ad aerei, motociclette, trattori e strumenti per la viticoltura. La tappa successiva è stata Auxerre, con la Torre dell’Orologio, le case a graticcio, l’Abbazia di Saint-Germain e una passeggiata lungo il fiume Yonne. In serata sono arrivati anche un Kir e il tradizionale bœuf bourguignon.

Il percorso è proseguito verso Lione, con una sosta a Tournus e all’Abbazia di Saint-Philibert, importante edificio romanico della Borgogna. A Lione la visita al Musée Cinéma et Miniature ha preceduto l’esplorazione del Vieux Lyon, della Saona e della Cattedrale di Saint-Jean. Per gli spostamenti serali è stata lasciata l’auto in albergo, preferendo Uber, mentre la cena si è svolta in un bouchon lyonnais.

L’ultima giornata ha incluso la Basilica di Notre-Dame de Fourvière e il panorama sulla città, prima di una deviazione verso Pérouges, borgo medievale ancora abitato. Dopo la sosta ad Annecy, affollata nel periodo di agosto e condizionata dall’elevato numero di visitatori, il viaggio si è concluso a Chambéry, passando dal Lac du Bourget. La città, più tranquilla, ha chiuso il percorso tra architetture storiche, la Cattedrale di Saint-François-de-Sales e una cena a base di galettes salate.

Il bilancio è quello di un’esperienza costruita alternando pianificazione digitale e decisioni dell’ultimo momento. Internet, social network e intelligenza artificiale hanno contribuito alla scelta delle tappe, mentre l’auto ha permesso di modificare il programma, percorrere strade secondarie e fermarsi in località non previste.