Arte pubblica

L’omaggio ad Arcuri che divide da 25 anni

Nata per attirare visitatori, l’opera fu contestata, rimossa e poi reinstallata nel giro di un anno.

L’omaggio ad Arcuri che divide da 25 anni

Porto Cesareo, nel Salento, è una delle località turistiche più note della Puglia. Nel 2024 ha registrato oltre seicentomila presenze, risultando la nona città pugliese per numero di visitatori. Oggi il problema è soprattutto quello dell’overtourism, ma all’inizio degli anni Duemila l’amministrazione cercava nuovi strumenti per aumentare l’attrattività del territorio. La scelta cadde su un’opera destinata a suscitare discussioni per molti anni.

Nel 2002 venne inaugurata una statua a grandezza naturale ispirata a Manuela Arcuri, allora tra i volti più conosciuti dello spettacolo italiano. La scultura, realizzata in pietra leccese da un artigiano di Copertino, raffigurava l’attrice con un lungo abito e una cornucopia tra le mani. All’interno erano rappresentati dei pesci, come richiamo al mare e alla prosperità della località. L’opera era alta circa 1,75 metri e guardava verso l’Isola dei Conigli.

Un progetto turistico diventato controverso

Sul piedistallo compariva la dedica Il mare di Porto Cesareo a Manuela Arcuri simbolo di bellezza e prosperità. L’obiettivo era legare la promozione della località a un personaggio popolare e far parlare della destinazione anche fuori dalla Puglia. All’inaugurazione partecipò la stessa attrice, in una cerimonia accompagnata da fuochi d’artificio. L’iniziativa ottenne attenzione dalla stampa nazionale, ma insieme alla notorietà arrivarono anche le contestazioni.

Un gruppo di donne di Porto Cesareo raccolse circa 350 firme contro la statua. Secondo le promotrici, l’opera non rappresentava in modo adeguato l’identità femminile della comunità. La richiesta era di sostituirla con una raffigurazione della Madonna del Mare. Il confronto tra l’idea di marketing e la tradizione locale proseguì per anni, mentre alcuni pescatori iniziarono a toccare le natiche della scultura come gesto propiziatorio, alimentandone anche la fama legata alla superstizione.

La rimozione e il ritorno

Nel 2010 l’amministrazione comunale decise di rimuovere la statua e di trasferirla in un deposito. La vicenda, però, non si concluse. L’anno successivo, dopo il cambio di sindaco, l’opera venne restaurata e riposizionata nel 2011, con un intervento concentrato anche sulla parte posteriore della figura. Alla seconda cerimonia partecipò nuovamente Manuela Arcuri.

La statua è ancora oggi presente a Porto Cesareo e continua a dividere opinioni. Nel tempo è diventata il punto d’incontro, e di scontro, tra promozione turistica, arte, identità locale e rappresentazione delle donne. La località non sembra avere più bisogno di iniziative di questo tipo per attirare visitatori, ma l’ipotesi di una nuova rimozione dell’opera non risulta attualmente all’ordine del giorno.