Nel nord-est del Pakistan, vicino al confine con l’India, si trova una città in cui storia, architettura e vita quotidiana convivono tra bazaar, moschee e strade affollate. Con oltre 13 milioni di abitanti censiti nel 2023, è la seconda città del Paese e il capoluogo del Punjab. La sua identità è legata soprattutto all’eredità dell’Impero Moghul, ma comprende anche tracce dell’epoca sikh e del dominio britannico.
Nella Walled City, le antiche porte conducono tra botteghe, abitazioni, laboratori e mercati. Il Lahore Fort, noto anche come Shahi Qila, e gli Shalimar Gardens formano dal 1981 un sito riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Il complesso del forte comprende cortili, padiglioni e sale decorate, tra cui lo Sheesh Mahal, il Palazzo degli Specchi. La Picture Wall, con mosaici e piastrelle, corre lungo il perimetro esterno; nell’aprile 2026 è terminato il restauro della sezione settentrionale, dopo oltre dieci anni di lavori.
Le testimonianze della città murata
Di fronte alla fortezza si trova la Badshahi Mosque, commissionata dall’imperatore Aurangzeb e completata nel 1673. L’edificio si distingue per l’arenaria rossa, il marmo bianco e le tre grandi cupole. Nella Walled City, da Delhi Gate parte la Shahi Guzargah, l’antico percorso reale. Lungo il tragitto si incontrano lo Shahi Hammam, raro bagno pubblico moghul ancora conservato, e la Wazir Khan Mosque, costruita nel Seicento durante il regno di Shah Jahan. Mosaici, calligrafie, motivi floreali e affreschi rivestono le sue superfici.
Gli Shalimar Gardens conservano l’impianto dei giardini moghul, con tre terrazze, padiglioni, vasche e fontane. Il Lahore Museum ospita collezioni di arte del Gandhara, miniature e manoscritti, mentre nel Greater Iqbal Park si trova Minar-e-Pakistan, monumento legato alla Lahore Resolution del 1940. Nei bazaar del centro storico, l’esperienza passa anche dalla cucina locale, con kebab, piatti di carne cotti lentamente e pane preparato nei tandoor.
Tra le iniziative tradizionali c’è il Basant, festa degli aquiloni tornata nel febbraio 2026 dopo quasi vent’anni di divieto. Dal 6 all’8 febbraio le celebrazioni si sono svolte con regole più severe sui fili e sulle aree autorizzate. A circa 25 chilometri dal centro, al confine di Wagah, si può assistere alla cerimonia quotidiana dell’ammainabandiera, alla quale partecipano i Pakistan Rangers e la Border Security Force indiana. La cerimonia non coincide però con il passaggio di frontiera: nel 2026 il valico Attari-Wagah risulta chiuso al normale transito internazionale.
Clima, smog e informazioni per il viaggio
Il clima alterna estati molto calde, monsone e inverni miti. Le medie passano da circa 13 °C a gennaio a oltre 32 °C a maggio e 33 °C a giugno. Luglio e agosto sono i mesi più piovosi, con circa 180 e 165 millimetri di precipitazioni medie. Tra autunno e inverno, tuttavia, aumenta il rischio di smog. Nel 2025 la concentrazione media annua di PM2.5 è stata di 88,9 µg/m³, contro i 5 µg/m³ indicati dall’OMS come linea guida annuale.
Tra le cause dell’inquinamento figurano traffico, industrie, fornaci per mattoni, cantieri e combustioni agricole. In inverno le inversioni termiche possono trattenere gli inquinanti vicino al suolo. Nel ranking IQAir 2025 la città è risultata ottava tra tutte quelle monitorate e seconda nella classifica dedicata alle grandi città: per questo definirla in assoluto la più inquinata del mondo sarebbe impreciso. Fine febbraio e marzo offrono in genere il compromesso migliore tra clima e qualità dell’aria, ma prima della partenza è consigliabile controllare gli aggiornamenti sullo smog.
L’Allama Iqbal International Airport serve la città, collegata anche da taxi, Metrobus e Orange Line Metro Train. Per i cittadini italiani sono richiesti un passaporto con almeno sei mesi di validità residua e un visto, richiedibile online. La moneta è la rupia pakistana; il fuso orario è UTC+5. Alla verifica del 24 settembre 2026, Viaggiare Sicuri raccomandava di limitare i viaggi in Pakistan a quelli indispensabili, in considerazione delle condizioni generali e dell’elevato rischio terrorismo.