Raggiungere Cocconato, sulle colline del Monferrato a circa mezz’ora da Asti, richiede qualche curva e un po’ di pazienza. Il nome del borgo viene dal latino cum conatu, cioè con sforzo, e la posizione sul colle spiega una fama di località non immediatamente accessibile. Ma proprio l’isolamento contribuisce al carattere del paese, che conta circa 1.400 abitanti e negli ultimi anni ha sviluppato nuove iniziative legate all’accoglienza, alla gastronomia e alla valorizzazione del territorio.
Il periodo più vivace è quello di settembre, tra vendemmia, raccolta delle nocciole e appuntamenti come Cocco Wine, manifestazione che porta nel centro stand e degustazioni di vini monferrini. Cocconato è Bandiera arancione del Touring Club Italiano dal 2008 e dal 2019 è inserito tra i Borghi più belli d’Italia. Il suo centro storico conserva l’impronta medievale, con case dalle tegole rosse, vicoli, piccole piazze e architetture che raccontano una storia secolare.
Un progetto diffuso tra botteghe e tavole
Una delle esperienze più originali è Cocconato bell’e buono, progetto nato anche grazie al maestro gelatiere torinese Alberto Marchetti, che da bambino frequentava il paese. L’iniziativa coinvolge ristoratori, artigiani e nuovi residenti in un circuito di attività distribuite nel borgo. Si può mangiare all’Osteria bell’e buona, fermarsi per un aperitivo Al Combrì o salire alla Torre, antico mulino e poi antenna del telegrafo, oggi punto panoramico sui resti del castello dei conti Radicati.
Il percorso passa da via Roma, dove si trovano il Palazzo Comunale del Quattrocento e l’Antica Farmacia seicentesca, e prosegue tra salumeria, pastificio e gelateria. Meritano una visita anche la chiesa di Santa Maria della Consolazione, Palazzo Martelletti e il negozio-laboratorio Le Parole delle Cose, una bottega di antiquariato in cui gli oggetti sono accompagnati da una storia. Sul fronte gastronomico, Cantina Nicola propone una cucina personale costruita su tecniche contemporanee, prodotti dell’orto e memorie locali, mentre il Cannon D’Oro lega ristorazione e ospitalità alla tradizione piemontese.
Tra colline, abbazie e noccioleti
Il territorio offre anche occasioni per muoversi all’aperto. Il Parco forestale dell’Alberone si può esplorare lungo un anello pedonale tra alberi monumentali e flora autoctona; in alternativa è possibile noleggiare una bicicletta o una e-bike. Il Cammino Romanico collega Cocconato ad Albugnano passando dall’abbazia di Santa Maria di Vezzolano, edificio gotico-romanico noto per la facciata policroma e il chiostro affrescato. Un’altra proposta è il Sentiero 700, tra Murisengo e Crea, attraverso boschi e noccioleti con le Alpi sullo sfondo.
La vocazione agricola resta centrale. Andrea Demetrio, dell’azienda Fratelli Rocca, ha lasciato gli studi di ingegneria per tornare alla cascina di famiglia, coltivare nocciole e allevare pecore savoiarde. L’azienda fa parte dal 2022 del Consorzio Cocconato-Riviera del Monferrato, insieme a viticoltori, apicoltori, distillatori e agricoltori locali. Le aziende del consorzio organizzano visite, degustazioni, masterclass e picnic, in un modello che prova a tenere insieme memoria familiare, turismo rurale e attenzione alle difficoltà imposte da caldo e siccità.