Operatività scalo

Nuova eruzione dell’Etna, voli sospesi fino alle 14.30

Passeggeri invitati a controllare la partenza prima di raggiungere il terminal; resta chiusa parte delle aree.

Nuova eruzione dell’Etna, voli sospesi fino alle 14.30

I voli resteranno sospesi fino alle 14.30 di martedì 15 settembre a causa della nuova attività dell’Etna. L’aggiornamento riguarda l’aeroporto Fontanarossa, interessato dalla presenza di cenere vulcanica. Restano inoltre chiusi i settori B3 e C1 dello scalo.

La società di gestione Sac ha invitato i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto. La nuova interruzione arriva dopo una stagione caratterizzata da ripetuti episodi eruttivi, con fontane di lava, esplosioni stromboliane e colonne di cenere che hanno provocato disagi alla mobilità e modificato i programmi di numerosi viaggiatori.

Un’estate segnata dalle eruzioni

L’attività più recente prima di quella in corso risale ad agosto, con un picco nella notte tra il 6 e il 7 agosto. In quell’occasione si erano aperte nuove bocche eruttive tra Valle del Leone e Valle del Bove, a una quota compresa tra 2.700 e 2.750 metri. L’8 agosto un ulteriore fronte lavico si era aperto a Monte Rittmann, mentre l’11 agosto una nuova bocca si era formata in Valle del Bove, a circa 1.900 metri, vicino a Monte Simone.

L’eruzione era proseguita per sei giorni e aveva costretto il Fontanarossa, invaso da dense nubi di cenere, a chiudere dall’11 al 15 agosto, nel pieno della stagione estiva. Secondo i dati citati nell’articolo, furono cancellati circa 700 voli, con oltre 100mila viaggiatori coinvolti. Assoesercenti aveva stimato i danni economici tra 12,8 e 24 milioni di euro.

Già a luglio lo scalo era rimasto fermo per due giorni, dal 5 al 7, con i collegamenti dirottati su Palermo, Trapani e Comiso. Per gestire i passeggeri rimasti a terra, la Regione aveva attivato treni e autobus straordinari.

Il dibattito sul futuro dello scalo

Le chiusure hanno riacceso il confronto sulla posizione dell’aeroporto, il quinto d’Italia per numero di passeggeri e collocato ai piedi di un vulcano attivo. Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha sostenuto che il problema non sia il vulcano, ma la collocazione dello scalo, invitando a riflettere sul sistema aeroportuale siciliano.

Nel 1999, quando era presidente della Provincia, Musumeci aveva promosso un Piano territoriale provinciale che ipotizzava un nuovo aeroporto nella pianura tra Catania ed Enna. Il progetto è stato abbandonato e le istituzioni hanno scelto di potenziare il sito attuale. Tra gli interventi previsti c’è l’interramento della tratta ferroviaria Acquicella-Bicocca, necessario per allungare la pista da 2.436 a 3.100 metri.

L’opera, inserita nell’ammodernamento del Nodo di Catania, vale circa 330 milioni di euro tra fondi Pnrr e Fsc; la gara per l’interramento è stata avviata. Il potenziamento, tuttavia, non elimina il rischio legato alla cenere. Tra le alternative citate c’è anche l’uso civile straordinario della base militare di Sigonella, considerata più protetta dai venti dominanti in caso di eruzione.

Per quanto riguarda i passeggeri, l’eruzione vulcanica rientra tra le circostanze eccezionali previste dal Regolamento europeo 261/2004: non è quindi dovuta la compensazione pecuniaria. Se però la compagnia non garantisce un’assistenza adeguata, il viaggiatore può chiedere il rimborso delle spese ragionevoli sostenute per raggiungere la destinazione finale.

Chi non intende accettare una riprotezione fissata nei giorni successivi può organizzarsi autonomamente, conservando la prenotazione originale e ogni ricevuta, scontrino o fattura. La stessa possibilità vale per i voli operati ma dirottati su altri aeroporti, quando il vettore non assicura il completamento del viaggio. Le spese devono comunque essere proporzionate alla situazione. Felice D’Angelo, ceo Italia Rimborso, ha richiamato l’importanza di conservare tutta la documentazione per poter presentare la richiesta.