Nel cuore della Valle Bormida, tra colline e vigneti riconosciuti nel 2014 come Patrimonio mondiale dell’Unesco, Acqui Terme unisce storia romana, tradizione termale e cultura enogastronomica. La città, nell’Alto Monferrato e a circa 45 chilometri da Alessandria, si trova a circa 100 chilometri da Torino e 70 da Genova.
Il simbolo della località è la Bollente, un’edicola marmorea ottagonale progettata nel 1879 da Giovanni Ceruti. Dalla fonte, già conosciuta in epoca romana, sgorga acqua a circa 75 gradi. La struttura si trova nell’omonima piazza, circondata da edifici storici e collegata a corso Italia, una delle principali vie del centro, con negozi e botteghe.
Tra le tappe storiche figurano il Castello dei Paleologi, citato per la prima volta nel 1056 e oggi sede del Museo Archeologico, e la Cattedrale di Santa Maria Assunta, consacrata nel 1067. Il museo conserva reperti dalla preistoria al Medioevo, mentre la cattedrale custodisce il trittico della Madonna di Montserrat di Bartolomé Bermejo e l’altare barocco dedicato a San Guido d’Acqui.
Monumenti, acqua e testimonianze romane
Nel centro storico si possono vedere anche la Torre Civica dell’Orologio, costruita nel 1763, la Fontana delle Ninfee, una scalinata d’acqua tra corso Viganò e piazza Italia, e il Palazzo Comunale, edificio del XVII secolo divenuto sede municipale all’inizio del Novecento. Corso Bagni conserva invece i resti di una grande piscina termale di età imperiale.
Nei pressi del fiume Bormida si trovano gli archi dell’Acquedotto Romano, risalente all’epoca di Augusto, mentre vicino a piazza della Bollente sono visibili i resti del Teatro Romano. Completano il percorso la parrocchia di San Francesco, con affreschi di Pietro Ivaldi da Ponzone, e la basilica di San Pietro, nota anche come basilica dell’Addolorata, di origine romanica.
Nei dintorni, Fontanile si raggiunge in circa venti minuti e offre panorami sui vigneti, la chiesa di San Giovanni Battista, murales, un antico lavatoio e i resti dell’ex ponte levatoio. A dieci minuti si trova Ricaldone, borgo medievale legato alla produzione del Moscato e alla famiglia del cantautore Luigi Tenco. Gavi, a circa cinquanta minuti, propone invece un centro storico con palazzi e chiese e il forte costruito a partire dal XII secolo.
Vini, percorsi e sapori locali
Per chi viaggia in bicicletta, la Strada del Brachetto attraversa i paesaggi vitivinicoli del Piemonte riconosciuti dall’Unesco e valorizza il Brachetto d’Acqui Docg. A Novi Ligure, a circa quaranta minuti, il Museo dei Campionissimi racconta la storia del ciclismo e conserva anche le biciclette da record di Francesco Moser e quella utilizzata da Marco Pantani al Giro d’Italia del 1998.
Un’altra possibile escursione conduce a Roccaverano, borgo a circa 800 metri di altitudine, tra boschi e pascoli. Qui è protagonista la robiola di Roccaverano, da abbinare, secondo la stagionatura, a vini bianchi o rossi. La cucina locale riflette l’incontro tra Piemonte e Liguria: tra i piatti citati figurano farinata, bagna caoda, tajarin al tartufo, stoccafisso e paste ripiene. Tra le specialità di Acqui ci sono la cisrò, zuppa di ceci e cotenne, gli acquesini, il bonet e il torrone con nocciola tonda gentile Igp.
In città sono presenti ristoranti con proposte della tradizione, come Da Nonna Gina e Angolo Divino, con prezzi medi indicati a partire da 30 euro. Per il soggiorno vengono segnalati il B&B Dei Cappuccini, con camere doppie e colazione da 75 euro, e l’Hotel Valentino, con tariffe da 80 euro.
L’autunno è indicato come il periodo più adatto per visitare la zona, grazie alle temperature miti e ai colori dei vigneti; anche la primavera offre condizioni favorevoli. Acqui Terme è raggiungibile in treno, con collegamenti verso Asti, Alessandria, Genova e Savona, oppure in auto tramite l’A26 da Genova e l’A21 da Torino. L’aeroporto più vicino è il Cristoforo Colombo di Genova, distante circa 65 chilometri. In città ci si può muovere a piedi, in bicicletta o con le due linee di autobus urbani, rossa e blu.