La flessibilità per l’Ees non sarà prorogata durante la stagione invernale. L’Unione europea ha respinto la richiesta di sospendere nuovamente, anche solo in parte, l’operatività del sistema biometrico alle frontiere. La deroga era rimasta in vigore fino al 6 settembre 2026 e consentiva agli Stati dell’area Schengen di intervenire in presenza di congestioni o difficoltà operative.
La decisione arriva nonostante il pressing della Iata e di alcuni operatori del trasporto aereo, tra cui Air France e Ryanair. Le compagnie avevano segnalato il rischio di code e disagi negli aeroporti, chiedendo più tempo per gestire l’applicazione delle nuove procedure. La Commissione europea aveva tuttavia già chiarito che non era prevista un’ulteriore estensione, pur assicurando la collaborazione con i Paesi alle prese con problemi di funzionamento.
Come funziona il sistema
Il meccanismo di flessibilità permetteva ai Paesi Schengen, in caso di sovraffollamento ai valichi, di sospendere temporaneamente i controlli biometrici Ees, in tutto o in parte e solo nei punti interessati. Le verifiche riguardano la raccolta di impronte digitali e immagine facciale dei cittadini in entrata o in uscita dalla zona di viaggio, che comprende la maggior parte degli Stati Ue e altri Paesi europei.
Il sistema registra i dati al primo ingresso e prevede poi una verifica più rapida nei passaggi successivi. L’implementazione era cominciata nell’ottobre 2025, con un’applicazione inizialmente parziale, per arrivare all’estensione completa nell’intera area Schengen nell’aprile 2026.
Possibili disagi per i viaggiatori
Con la fine della deroga torna il rischio di nuove code ai valichi per i viaggiatori diretti nell’Unione europea, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. Alcune fonti hanno però indicato che determinati Stati membri potrebbero non applicare i controlli biometrici, mantenendo modalità operative differenti.
Restano inoltre valide le procedure previste per i malfunzionamenti tecnici e le disposizioni adottate a livello nazionale. L’assenza di una nuova proroga non elimina quindi le eccezioni già previste, ma conferma il ritorno alle regole ordinarie del sistema Ees dopo la fase di flessibilità concessa nei mesi scorsi.