Vertenza aperta

Sciopero French Bee, sindacati: «Nessun progresso»

Equipaggi e azienda restano distanti su salari, riposi e turni; la protesta prosegue fino al 6 settembre.

Sciopero French Bee, sindacati: «Nessun progresso»

Resta in una fase di stallo la vertenza sindacale che coinvolge gli equipaggi di French Bee. Lo sciopero, inizialmente proclamato per sette giorni a partire dal 27 agosto, è stato prorogato dal gruppo sindacale congiunto, formato da Snpnc-Fo e Cgt, fino al 6 settembre.

La compagnia, guidata da Marc-Antoine Blondeau, condiziona la ripresa delle trattative alla conclusione dell’agitazione e propone di riaprire il confronto «senza pressioni sociali». Una posizione che, secondo i sindacati, non avrebbe prodotto finora risultati concreti.

«Registriamo una totale mancanza di progressi concreti e misure ingannevoli e di impegno» sul contenuto, sui tempi e sugli elementi da discutere al tavolo negoziale, ha dichiarato all’Afp Arnaud Neyt, rappresentante di Snpnc-Fo. Al centro del confronto ci sono soprattutto salari e condizioni di lavoro.

Le sigle denunciano la riduzione dei periodi di riposo, soste sempre più brevi, la mancanza di stabilità degli orari e una carenza di personale che, a loro giudizio, si accompagna a una retribuzione insufficiente. Gli equipaggi sostengono quindi che il peggioramento dell’organizzazione del lavoro non sia stato compensato da adeguamenti economici.

Voli riprogrammati e noleggiati

Per garantire i collegamenti verso il Nord America, l’Oceano Indiano e la Polinesia durante il periodo di maggiore affluenza, French Bee afferma di aver trasportato tutti i passeggeri previsti. Il risultato sarebbe stato raggiunto attraverso la riprogrammazione degli itinerari e il ricorso occasionale a voli charter con equipaggio, in particolare forniti dalla compagnia spagnola Wamos Air.

La strategia è stata contestata dai sindacati, secondo i quali ingenti risorse finanziarie e operative vengono impiegate per contenere gli effetti della protesta invece di favorire una soluzione negoziata. Le organizzazioni denunciano inoltre l’invio di comunicazioni interne allarmistiche, nelle quali verrebbe prospettata una minaccia alla sopravvivenza dell’azienda. Per i dipendenti, questi messaggi rappresenterebbero una pressione sul diritto di sciopero.

Il piano per la gestione degli orari

Per cercare di superare la crisi, il management ha indicato per novembre l’implementazione di una nuova soluzione per la gestione delle operazioni e della pianificazione, denominata Ibs/Dibs. Secondo l’azienda, il sistema dovrebbe offrire agli equipaggi maggiore autonomia e visibilità nell’organizzazione del lavoro.

Gli equipaggi contestano però che il progetto possa risolvere le criticità attuali. «Aspettiamo da tre anni l’implementazione del Dibs», sostengono, aggiungendo che il software non cambierebbe la situazione senza una modifica della politica aziendale sul rispetto dei periodi di riposo del personale di cabina.

Anche Neyt considera il piano non sufficiente a rispondere alla vertenza. A suo giudizio, la dirigenza starebbe concentrando l’attenzione soprattutto sulla questione degli orari, lasciando in secondo piano le rivendicazioni salariali degli equipaggi. Il confronto resta quindi bloccato, mentre la mobilitazione prosegue fino alla nuova scadenza del 6 settembre.