Il Basento è il fiume più lungo della Basilicata: misura circa 149 chilometri e attraversa la regione dall’Appennino fino al mar Ionio. Il suo corso cambia profondamente lungo il tragitto: alle sorgenti ha l’aspetto di un torrente di montagna, poi attraversa città e vallate, accompagna la Val Basento e raggiunge infine la pianura di Metaponto.
Il fiume nasce a sud di Potenza, in località Fossa Cupa, nell’area del Monte Arioso. Qui, nel paesaggio dell’Appennino Lucano, l’alveo è stretto e la pendenza accentuata. Dalla stessa zona parte un sentiero del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano diretto al Monte Arioso: un percorso di 10 chilometri, della durata indicativa di cinque ore e mezza, con quota massima di 1.716 metri.
Nel corso superiore il Basento scende verso Potenza e riceve le acque di diversi torrenti, tra cui Tora, Gallitello e Rifreddo. Più a valle confluiscono il Tiera e soprattutto il Camastra, considerato il suo principale affluente. Dopo il capoluogo le pendenze diminuiscono, il letto si allarga e il fiume assume un andamento più sinuoso. La valle è seguita a lungo dalla statale 407 Basentana, che collega Potenza alla costa ionica.
Due ponti, dalla Roma antica al Novecento
A Potenza il fiume entra nel tessuto urbano attraverso il Parco fluviale del Basento. Lungo il percorso si incontrano due opere molto diverse: il Ponte San Vito, di origine romana, e il Ponte Musmeci, una delle più note architetture del secondo Novecento italiano.
Il Ponte San Vito, nella parte meridionale della città, sarebbe stato costruito in un periodo vicino a quello della Via Herculia, tra il 284 e il 312 d.C. circa, per consentire alla strada romana di superare il fiume. Dell’impianto antico restano soprattutto i piloni; la parte superiore è stata modificata e restaurata nel corso dei secoli. Una tradizione locale lega inoltre il ponte alla leggenda di una carrozza fantasma destinata a scomparire nelle acque del Basento nella notte del solstizio d’estate.
Il Ponte sul Basento, noto anche come Ponte Musmeci o Ponte dell’Industria, fu progettato da Sergio Musmeci dal 1967 e inaugurato nel 1975. Lungo oltre 500 metri, attraversa il fiume, la ferrovia e il parco fluviale. La struttura in cemento armato è caratterizzata da ampie superfici curve, il cui aspetto cambia in base al punto di osservazione. Dal 2003 l’opera è tutelata come monumento di interesse culturale.
Archeologia, foce e balneazione
Nel basso corso, a circa 7 chilometri da Metaponto, si trova l’Incoronata di Pisticci, su una collina che domina la pianura metapontina. Il sito fu frequentato prima da comunità indigene dell’età del Ferro e poi, nel VII secolo a.C., da gruppi greci. Le diverse fasi documentano il contatto tra popolazioni enotrie e mondo greco prima della fondazione di Metaponto. Nell’antichità il Basento era conosciuto come Casuentus.
La foce si trova nel Golfo di Taranto, a sud di Lido di Metaponto. Qui il fiume lascia la pianura agricola e la vegetazione ripariale per raggiungere la costa ionica. Sul tema della qualità delle acque, i dati della Regione Basilicata pubblicati nel gennaio 2025 indicavano, per il tratto interessato dal prelievo durante la crisi idrica del 2024, uno stato ecologico «sufficiente» e uno stato chimico «buono», con valutazioni variabili in base al tratto e ai parametri analizzati.
Il Basento non rientra tra le acque di balneazione monitorate da ARPAB e alla foce la balneazione è vietata. È invece possibile fare il bagno nei tratti di mare ufficialmente destinati alla balneazione e risultati idonei ai controlli dell’agenzia regionale, anche a distanza dalla foce.