Diario asiatico

Diciannove giorni tra templi, natura e tradizioni del Giappone

Un viaggio di nozze tra trasporti efficienti, ospitalità, cucina e tappe culturali dall’arrivo alla partenza

Diciannove giorni tra templi, natura e tradizioni del Giappone

Un itinerario di 19 giorni attraverso il Giappone, tra grandi metropoli, santuari, paesaggi naturali e testimonianze della storia recente. Il viaggio di nozze è partito dall’aeroporto di Verona Villafranca, con scalo a Monaco di Baviera e arrivo a Tokyo Haneda. Fin dalle prime ore, il Paese ha colpito i viaggiatori per l’organizzazione dei trasporti, la pulizia degli spazi e la disponibilità incontrata lungo il percorso. Il consiglio pratico emerso dall’esperienza è di avere sempre con sé contanti e di prepararsi a camminare molto.

Le prime giornate sono state dedicate a Tokyo, tra il tempio Senso-ji ad Asakusa, Kanda, Akihabara, i Giardini Imperiali, la Tokyo Tower e Roppongi. Il soggiorno nella capitale ha alternato luoghi affollati e angoli più tranquilli, dalle bancarelle di Ueno all’incrocio di Shibuya, fino ai panorami dal Palazzo del Governo Metropolitano. A Shinjuku, la visita serale ha restituito l’immagine più luminosa e caotica della città, tra megaschermi, locali e insegne futuristiche.

Da Nikko a Hakone, tra natura e tradizione

Il percorso è proseguito verso Nikko, raggiunta in treno sotto una pioggia intensa. Qui la visita al Santuario Toshogu, con i suoi edifici decorati, i boschi e il museo legato alla famiglia Tokugawa, è stata accompagnata da una dimostrazione di yabusame, il tiro con l’arco a cavallo in costume. Il giorno successivo sono stati esplorati l’Abisso di Kanmangafuchi, il Tempio Taiyuin, la Villa Imperiale Tamozawa e il ponte Shinkyo. Secondo il racconto, per visitare anche il lago Chuzenji e le cascate Kegon sarebbe stato necessario fermarsi almeno due notti.

Da Tokyo il viaggio ha raggiunto Hakone, con il lago Ashi, il torii sull’acqua, la traversata sulla nave turistica e l’Hakone Open-Air Museum. Il vento ha imposto una modifica al programma, bloccando temporaneamente la funivia, ma la tappa è proseguita in un ryokan tradizionale. La cena kaiseki, l’onsen e la colazione giapponese hanno rappresentato uno dei momenti più caratteristici dell’itinerario. Il giorno seguente, tra funicolare, cabinovia e fumarole, la zona vulcanica di Owakudani ha offerto un paesaggio segnato da vapori, gas sulfurei e scarsa visibilità sul Monte Fuji.

Kyoto, Hiroshima e Osaka

Il trasferimento a Kyoto è avvenuto a bordo dello Shinkansen, dopo il recupero dei bagagli a Odawara. Nella città dei templi sono stati visitati To-ji, Kiyomizu-dera, Fushimi Inari, il Kinkaku-ji, la foresta di bambù di Arashiyama, il castello Nijo e i principali complessi di Gion. Il programma ha incluso anche il Sentiero del Filosofo, Ginkaku-ji, Eikan-do, Nanzen-ji e Chion-in. Due spettacoli tradizionali, dedicati a geiko e maiko e al teatro Kabuki, hanno completato la permanenza, insieme alle esperienze gastronomiche nei mercati e nei ristoranti locali.

Da Kyoto, una giornata a Nara ha permesso di incontrare i cervi del parco e visitare il Todai-ji, con il Grande Buddha in bronzo, e il Kasuga Taisha. Il viaggio è poi proseguito verso Osaka, base per le escursioni a Hiroshima e Miyajima. A Hiroshima, la Cupola della Bomba Atomica e i monumenti del Parco della Pace hanno ricordato l’esplosione del 6 agosto 1945. Sull’isola di Miyajima, invece, i viaggiatori hanno visitato il Santuario di Itsukushima e osservato il torii galleggiante cambiare aspetto con l’alternarsi della marea.

L’ultima parte dell’itinerario ha incluso il Castello di Himeji, il Monte Shosha e il complesso monastico di Engyo-ji. Particolarmente suggestiva è stata la notte al tempio Yochi-in, sul Monte Koya, con cena vegetariana buddhista, preghiera mattutina dei monaci e passeggiata serale nell’Okunoin. Il rientro a Osaka ha portato alla visita del castello cittadino e del Tempio Shitenno-ji, prima dell’ultima notte a Rinku Town e del volo dal Kansai, via Monaco di Baviera, verso l’Italia.