Una settimana in barca a vela lungo la costa settentrionale della Corsica, tra calette raggiungibili soltanto dal mare, borghi di pescatori e notti trascorse all’ancora. Il viaggio è iniziato con un equipaggio di sei persone dal porto turistico di Cala dei Medici, a Rosignano Solvay, a bordo di una Jeanneau 54 messa a disposizione da un charter della scuola nautica Oversea. La prima tappa, dopo poche ore di navigazione, è stata Capraia, nell’Arcipelago Toscano.
L’isola, già conosciuta dalla viaggiatrice, è descritta come una destinazione raccolta e poco affollata anche in alta stagione. Le sue numerose insenature, con acque limpide e tonalità turchesi, si apprezzano soprattutto dal mare: le spiagge accessibili via terra sono poche e spesso caratterizzate da ghiaia o scogli. Il paese si sviluppa tra la zona del porto, con negozi e ristoranti, e la parte alta, dove si trovano abitazioni, locali, la fortezza e i sentieri panoramici.
Da Capo Corso al Desert des Agriates
La navigazione è proseguita verso la torre di Santa Maria, tra Macinaggio e Barcaggio, dove l’equipaggio ha gettato l’ancora per una sosta e un bagno. La torre, risalente al Cinquecento e oggi in rovina, si trova in un tratto di costa particolarmente selvaggio. Da qui parte il sentiero dei Doganieri, che costeggia il mare e conduce verso calette come Cala Genovese. Il percorso collega Macinaggio a Centuri e tocca alcune delle insenature più suggestive del Capo Corso.
La tappa successiva è stata Centuri, raggiunta con il tender dopo l’ormeggio nella baia. Il piccolo borgo di pescatori è caratterizzato da case colorate affacciate sul mare, un porticciolo e tramonti dai toni intensi. La località è nota per l’aragosta; i ristoranti non sono economici, ma secondo il racconto è possibile trovare anche proposte a prezzi ragionevoli.
Nel settore occidentale dell’isola, la rotta ha toccato Punta Mortella e il Desert des Agriates, con le sue torri genovesi e le insenature di sabbia bianca. La spiaggia di Loto, conosciuta anche come spiaggia della Mortella, è risultata meno frequentata della vicina Saleccia. Nella zona è presente la posidonia, pianta marina protetta che impone attenzione nella scelta dei punti di ancoraggio.
Tra le soste anche la foce del fiume Santo, circondata da piccole spiagge e caratterizzata da acque trasparenti, e soprattutto Saleccia, indicata come la spiaggia più apprezzata del viaggio. Pineta, dune, sabbia chiara e mare limpido compongono il paesaggio. La località è raggiungibile via mare e durante il giorno viene raggiunta da numerosi taxi boat; per godere di maggiore tranquillità, il racconto suggerisce le prime ore del mattino o i periodi fuori stagione. Le spiagge di Saleccia e Loto sono libere e collegate da sentieri costieri.
Da Calvi a Macinaggio
Dopo una notte trascorsa nel porto di Saint Florent, tra locali, ristoranti e vicoli del centro, la navigazione è continuata verso l’Île-Rousse e Punta Spanu di Lumio, nei pressi di Sant’Ambrogio. L’area, inserita in un parco naturale, presenta rocce dalle forme singolari, vegetazione mediterranea e colori che spaziano dall’arancio al verde.
La barca ha poi raggiunto Calvi, dove la parte bassa del centro, la Marina, si unisce alla zona alta dominata dalla fortezza genovese. Una passeggiata fino alle mura consente di osservare il paese e il porto dall’alto. Il viaggio di ritorno ha incluso una sosta nella baia di Giottani, poco frequentata e con una piccola spiaggia di ghiaia, quindi il rientro a Macinaggio e un ultimo bagno alla spiaggia del Tamarone.
Prima del ritorno a Rosignano, l’equipaggio si è fermato nuovamente a Capraia, dove ha cenato nei ristoranti Garitta e Carabottino. La partenza all’alba, seguita da una sosta al faro di Vada, ha concluso un itinerario che ha coperto soltanto una parte della Corsica settentrionale. La navigazione a vela, osserva la viaggiatrice, permette di raggiungere calette difficili da visitare via terra, ma richiede una scelta attenta di skipper ed equipaggio.