Riforma portuale

Sindacati contrari alla trasformazione dei porti in Spa

I sindacati si oppongono alla proposta di trasformazione dei porti in Spa, chiedendo maggiori garanzie per i lavoratori.

Sindacati contrari alla trasformazione dei porti in Spa

Il progetto di trasformare i porti d’Italia in società per azioni (Spa) è stato respinto dai sindacati, in particolare dalla UilTrasporti, che ha espresso forti preoccupazioni riguardo alla tutela dei lavoratori. Questa proposta è contenuta nel disegno di legge attualmente in discussione al Parlamento, che prevede la creazione di società partecipate dal ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) e vigilate dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit).

Secondo il disegno di legge, la nuova Spa dovrebbe gestire i grandi investimenti infrastrutturali, la manutenzione straordinaria e la promozione del sistema portuale, mentre le Autorità di Sistema Portuale (Adsp) continuerebbero a occuparsi della gestione dei singoli porti, delle concessioni e della manutenzione ordinaria.

Obiettivi della riforma

La riforma proposta dal governo mira a creare una governance nazionale più coordinata, con l’obiettivo di rafforzare la programmazione degli investimenti e accelerare le opere infrastrutturali strategiche. Gli estensori della legge sostengono che questo approccio migliorerebbe l’integrazione tra porti, logistica e reti di trasporto, aumentando così la competitività del sistema portuale italiano.

Tuttavia, i sindacati si oppongono fermamente a questa trasformazione, sottolineando che non offre garanzie sufficienti per i lavoratori. Marco Verzari e Roberto Gulli, rispettivamente segretario generale e segretario nazionale della UilTrasporti, hanno dichiarato che la riforma potrebbe stravolgere gli equilibri attuali e non garantire la protezione dei diritti dei lavoratori.

Richieste dei sindacati

In una nota, i sindacalisti hanno evidenziato la necessità di preservare la natura pubblicistica dei porti e hanno chiesto che le Adsp siano coordinate da un ente pubblico in grado di tutelare i lavoratori. Hanno inoltre richiesto modifiche al disegno di legge che garantiscano la piena tutela dei diritti dei lavoratori, la salvaguardia del contratto nazionale e il mantenimento di risorse finanziarie adeguate per le autorità di sistema portuale.

In conclusione, i sindacati auspicano che il Parlamento prenda in considerazione le loro richieste e coinvolga le parti sociali nella revisione del testo legislativo, per garantire un futuro sostenibile e giusto per i lavoratori del settore portuale.